Crackers soffiati allo zafferano

Crackers soffiati inquadrati da vicino

I Crackers soffiati allo zafferano sono fantastici per un antipasto, un aperitivo, o come leggeri spezza fame.

In questo articolo vi spiego come ottenere con facilita’ dei crackers vuoti e leggeri.

Si preparano in poco tempo con ingredienti che normalmente abbiamo in casa, ben chiusi in un contenitore si mantengono benissimo rimanendo profumati e fragranti come appena fatti.

Per la prima volta ho seguito la ricetta (da I Quaderni di Alice Cucina) e ho usato il Lievito di Birra (tagliando pesantemente la quantita’), ora mettero’ anche le varie dosi per i vari lieviti.

Ingredienti

Con Lievito di Birra:

  • Farina (00 o 0 multiuso, o tipo 1 se vi piace) 500 g
  • latte 250 g
  • Lievito di Birra fresco 4 g
  • burro morbido (non salato) 25 g
  • sale 10 g
  • zafferano 3 bustine (il mio era vecchiotto, altrimenti 2 bastano)

Con Pasta Madre Solida:

  • Farina (00 o 0 multiuso, o tipo 1 se vi piace) 450 g
  • latte 225 g
  • Pasta Madre Solida 75 g
  • burro morbido (non salato) 25 g
  • sale 10 g
  • zafferano 3 bustine (il mio era vecchiotto, altrimenti 2 bastano)

Con Lievito Naturale Liquido:

  • Farina (00 o 0 multiuso, o tipo 1 se vi piace) 475 g
  • latte 225 g
  • Lievito Naturale Liquido 50 g
  • burro morbido (non salato) 25 g
  • sale 10 g
  • zafferano 3 bustine (il mio era vecchiotto, altrimenti 2 bastano)

Impasto

Ho innanzitutto sciolto lo zafferano in una tazzina di latte (prelevato dal totale della ricetta).

Dopo qualche minuto ho impastato tutti gli altri ingredienti, burro alla fine.

Ho messo in un contenitore chiuso e messo a riposo 1 ora.

Lavorazione

Ho steso l’impasto dei Crackers soffiati allo zafferano con la sfogliatrice fino alla tacca 4.

Il trucco perche’ si aprano in cottura e’ ripiegare piu’ volte l’impasto quando si inizia a stendere (quindi al numero 0), per poi proseguire una tacca alla volta fino ad arrivare alla 4.

Ho inciso con un tagliabiscotti rettangolare e li ho distribuiti sulle placche da forno.

Li ho fatti lievitare 1 oretta abbondante (usando il ln magari qualcosa di piu’).

Cottura

Ho cotto i Crackers soffiati allo zafferano nel forno preriscaldato a 160°C per 20′.

Il risultato sono dei salatini profumati, croccanti, leggeri, dal bellissimo colore e anche poco calorici.

Crackers sfogliati allo zafferano, di cui uno rotto

 

 

 

Pane alla barbabietola inciso a foglie

Pane alla barbabietola inciso a foglie inquadrato di lato

Mi sono incaponita con un nuovo Pane alla barbabietola inciso questa volta a foglie e devo dire che sono rimasta molto soddisfatta per come si sono aperti i tagli.

Stavolta ho utilizzato della Barbabietola rossa in polvere del Molino Bongiovanni, non l’ho preparata io con l’essiccatore.

A essere pignoli avrei potuto fare meglio i tagli orizzontali sulle foglie ma era la prima volta, la prossima staro’ piu’ attenta.

Per questa ricetta ho ripreso all’incirca le dosi del Pancavolo viola ma utilizzando ovviamente solo acqua fredda di frigo e 3 cucchiai rasi di polvere di barbabietola rossa.

Ingredienti

  • Farina (Uniqua blu Dallagiovanna – e’ una farina tipo 1 molto forte) 200 g
  • Farina integrale (Integrale DallaGiovanna) 330 g
  • acqua fredda di frigo 357 g
  • sale 14 g
  • Lievito naturale liquido (prelevato direttamente dal frigo) 100 g
  • Preparato per pure’ (contiene il 99% di patata) 3 cucchiai colmi
  • Germe di grano 6 g
  • Polvere di Barbabietola rossa 3 cucchiai

Tutti gli ingredienti secchi del Pane alla barbabietola inciso a foglie

Impasto

Ho messo tutti gli ingredienti solidi e il 70% dell’acqua in spirale, poi aggiunto il resto dell’acqua piano piano.

Ho incordato bene, fatte due pieghe e messo a lievitare 3 ore al calduccio.

Lavorazione

Ho fatto tre pieghe ogni 30′, poi dopo 40′ ho preformato e dopo altri 40′ ho formato per il cestino.

Eccolo pronto, lavorato e chiuso bene, pronto per essere messo nel cestino di lievitazione.

Pane alla barbabietola pronto per il cestino di lievitazione

Ho quindi richiuso nel canovaccio e tenuto ancora un po’ a temperatura ambiente (sui 24°C, dal momento dell’impastamento a quando ho messo in frigo sono passate circa 8-9 ore).

In frigo ovviamente l’impasto crescera’ ancora ma poco poco alla volta, io l’ho estratto per le incisioni dopo circa 20 ore (avessi fatto 24 non sarebbe cambiato nulla).

Ho come al solito preriscaldato la mia fidata pentola di ghisa per 40′ nel forno al massimo.

Tagli del pane

Ho montato i video del pane dal momento del capovolgimento dal frigo, all’incisione, al momento magico in cui si toglie il coperchio dalla pentola del mio Pane alla barbabietola inciso a foglie.

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Cottura

Al solito come tutti gli altri miei filoni da kg in pentola:

  • 15′ a 220°C con coperchio
  • 10′ a 220°C senza coperchio
  • 10′ a 200°C
  • 10′ a 180°C fuori dalla pentola
  • 10′ a 160°C
  • 10′ a 160°C a forno a fessura.

Risultato

Il pane a mio gusto e’ venuto molto bello e molto aperto, purtroppo al solito il colore fluorescente da crudo e’ diventato parecchio spento da cotto… Ma non demordo! Ce la faro’! 😀

Pane alla barbabietola inciso a foglie pronto per la cottura

Pane alla barbabietola inciso a foglie cotto e inquadrato dall'alto

Pane alla barbabietola inciso a foglie cotto e inquadrato di scorcio

Pane alla barbabietola inciso a foglie cotto e inquadrato di fianco

E i particolari delle foglie

Pane alla barbabietola cotto e inquadrato nel particolare di una delle foglie

Pane alla barbabietola cotto, particolare di una delle foglie

E l’interno, dal colore deludente purtroppo

Pane cotto, affettato. In primo piano la crosta, in secondo piano la fetta

Pane cotto, affettato. Primo piano della fetta

Se qualcuno ha suggerimenti per mantenerlo, vi prego ditemi come fare 😀

 

 

Bakewell Tart

Fetta di Bakewell Tart, con particolare dell'impasto che sfoglia

La Bakewell Tart e’ una classica torta inglese, che alle mele abbina una deliziosa crema frangipane.

Classicamente nella tradizione anglosassone queste torte non sono preparate con la classica pasta frolla, ma con quello che loro chiamano ‘pastry dough’ e che e’ praticamente la Pasta Brisée (cui ho dedicato un articolo QUI).

Nella foto della fetta si vede chiaramente come questa pasta tende a sfogliare anziche’ sbriciolare come la frolla.

Ho trovato la ricetta (modificata ovviamente) sui Quaderni di Alice Cucina.

Questa torta necessita di parecchi step di lavorazione:

  • il guscio
  • la composta di mele
  • la crema frangipane

ma il risultato vi ripaghera’ abbondantemente!

Impasto per il guscio

Per preparare la Bakewell Tart bisogna innanzitutto preparare la Pasta Brisée, in questo caso in versione leggermente dolce:

  • Farina 00 multiuso 300 g
  • burro 100 g
  • acqua fredda 70 g
  • zucchero 1 cucchiaio
  • sale 1 pizzico

Ho preparato velocemente in planetaria ma se avete un mixer potete usare quello.

Dopo aver impastato ho messo in frigo.

Composta di mele per il ripieno

Mele a cubetti in padella con cannella, zucchero, limone, cannella, chiodi di garofano

Ho tagliato 3 mele (erano piccole, avrei dovuto usarne 4) e le ho messe in una padella con 60 grammi di zucchero, 2 cucchiai di succo di limone, cannella noce moscata e chiodi di garofano macinati a piacere.

Una volta appassite e quasi caramellate ho spento in fuoco e le ho fatte raffreddare.

Crema frangipane

Ho utilizzato:

  • mandorle (io gia’ pelate ma avrei dovuto usare quelle con la pellicina) 120 g
  • zucchero semolato 120 g
  • burro 100 g
  • zucchero a velo 1 cucchiaio
  • farina 00 50 g
  • 2 uova intere
  • vaniglia semi di mezza bacca

Nel mini mixer ho frullato mandorle e zucchero a velo riducendole a farina.

Con le fruste elettriche ho lavorato a spuma lo zucchero col burro poi ho aggiunto 1 uovo alla volta, la vaniglia e poi la farina e la farina di mandorle.

Composizione della torta

Ho preso una tortiera diametro 22 cm e ho steso la Pasta brisee, forando bene il fondo e ricoprendolo successivamente con un paio di cucchiai di pan grattato per assorbire eventuale umidita’ del ripieno.

Ho poi versato dentro le mele ripassate in padella, e la crema frangipane, completando con una spolverata di mandorle a lamelle e ripiegando leggermente i bordi della torta all’interno.

Bakewell Tart stesa nella tortiera e con il fondo forato dalla forchetta.

Bakewell Tart stesa nella tortiera e con il fondo cosparso di pangrattato

Bakewell Tart stesa nella tortiera e con il fondo cosparso di pangrattato e composta di mele

Bakewell Tart pronta per essere infornata

Cottura

Ho cotto la Bakewell tart in forno preriscaldato a 180°C per 40′, forno statico.

Temevo che una volta fredda si sarebbe sgonfiata invece e’ rimasta davvero bella, e il gusto era favoloso.

Bakewell Tart appena sfornata, inquadrata dall'alto

Bakewell Tart appena sfornata, inquadrata di scorcio

Bakewell Tart appena sfornata, particolare del guscio

Bakewell Tart appena sfornata, particolare della fetta

 

 

Pasta brisée – Ricetta base

Pasta brisée cruda prima del riposo in frigo

La pasta brisée e’ appunto una Ricetta base in cucina.

Si tratta di un impasto analogo alla pasta frolla, ma non contiene uova e generalmente ha un contenuto minore di burro.

La caratteristica piu’ tipica della pasta brisée e’ il suo essere neutra: ne’ salata, ne’ dolce, salvo ricetta per ricetta essere leggermente addizionata con sale o zucchero.

Si tratta di un impasto largamente utilizzato nelle torte a guscio di pasta inglesi, al posto appunto della pasta frolla (loro la chiamano pastry dough).

Ne ho appunto fatto un uso con grande successo nella mia Torta di mele American Style 😀

Preparazione

Nella preparazione della pasta brisée  e’ fondamentale non scaldare il burro, quindi e’ decisamente consigliabile usare un mixer da cucina o una planetaria, se impastate a mano fate pause e raffreddate le mani 🙂

Come per la frolla dopo aver impastato dovrete farla riposare in frigo un’oretta.

Cottura

Potrete utilizzarla per creare gusci vuoti da riempire successivamente, e in questo caso va stesa nelle tortiere, il fondo va forato abbondantemente con una forchetta, ricoperto con della carta forno e coperto con dei pesi (fagioli secchi o le apposite sfere di ceramica).

Quando si procede con questo tipo di cottura normalmente si estrae dal forno 10′ prima del termine della cottura e si toglie la carta forno per far asciugare bene.

Altrimenti se cotta gia’ farcita mi raccomando deve cuocere il tempo sufficiente per asciugare bene anche nel punto di contatto con il ripieno.

Utilizzo

Potrete utilizzare la pasta brisée – Ricetta base per creare torte dolci (di ispirazione inglese o meno), torte salate, salatini per aperitivo….

Potete anche prepararla e surgelarla, per averla sempre a disposizione.

 

 

 

Khachapuri – pane georgiano

Khachapuri - Pane Georgiano cotto, con tuorlo intero al centro

Devo dare il merito di avermi parlato di questo Khachapuri – Pane Georgiano al mio amico Giorgio.

Dopo aver visto le foto delle mie Fruste di pizza lievitate mi ha scritto che esteticamente gli avevano ricordato questa delizia.

Ovviamente mi sono incuriosita, ho fatto parecchie ricerche on line e alla fine ho scelto il sito www.theworldwasherefirst.com e ho seguito la ricetta modificandola un po’ nelle dosi (farina e lievito) e per quanto riguarda ovviamente i formaggi utilizzati nel ripieno.

La storia

Il Khachapuri – Pane Georgiano e’ una sorta di pane-pizza parecchio condito che viene preparato in varie regioni della Georgia.

Se non ho capito male questa somiglia di piu’ alla versione Acharuli che prevede un ripieno di formaggio e uovo con il ripieno a vista; e’ il piatto tipico preparato in onore di Santa Barbara (il 17 dicembre) con ovviamente varie versioni di ripieno.

Le dosi

Io ho impastato per farne 4, vi dico subito che sono grandi grandissimi e super conditi quindi ai miei tre uomini ne sono bastati due per cena; gli altri due li ho messi in congelatore e ne sono usciti perfetti.

Gli ingredienti

Gli ingredienti per il Khachapuri – Pane Georgiano sono vari, e vanno necessariamente differenziati fra impasto, ripieno, e spennellatura.

Ingredienti per l’impasto per 4 pezzi:

  • acqua 100 g
  • zucchero semolato 1 cucchiaino
  • lievito di birra fresco 15 grammi
  • farina (io tipo 1 media forza) 700 grammi + 2 cucchiai colmi
  • sale 1 cucchiaino
  • uova intere 4
  • kefir di latte (se non ce l’avete usate yogurt) 180 grammi
  • olio di mais 60 grammi

Ingredienti per il ripieno:

  • formaggio e formaggio ma quale? Io li ho preparati durante il lockdown per il Coronavirus quindi ho ovviamente utilizzato quello che avevo in casa ossia Emmenthaler e mozzarella. Consiglierei una sorta di formaggio ‘a pasta dura’ per riempire i cornicioni e uno filante per riempire la parte esposta. Io ho usato in tutto due mozzarelle e circa 400 grammi di Emmenthaler. A piacere abbondate molto di formaggio.

Per spennellare:

  • 1 tuorlo battuto con poca acqua

Una volta sfornato:

  • passare una noce di burro (io me ne sono dimenticata)

Lavorazione

Dopo aver impastato ho messo a lievitare al raddoppio, quindi ho diviso in 4 pezzi e lavorato ogni Khachapuri – Pane Georgiano in questo modo:

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e con due strisce di formaggio lungo i lati lunghi

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e con due strisce di formaggio lungo i lati lunghi. Un lato ripiegato sul formaggio.

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e con due strisce di formaggio lungo i lati lunghi. Entrambi i lati ripiegati sul formaggio.

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e richiuso con la classica forma

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e richiuso con la classica forma, ripieno di formaggio

Ho fatto anche un breve video e caricato sul mio canale

Cottura

Ho preriscaldato la refrattaria nel forno a 220°C, statico.

Ho quindi infornato il Khachapuri – pane georgiano due pezzi alla volta dopo averli spennellati.

Ho cotto per 25′ poi ho estratto e ho depositato un tuorlo in mezzo a ciascun pezzo.

Credete questo e’ il momento in assoluto piu’ critico ahahahahaha ne ho rotti tre prima di riuscire a mantenere intero il quarto!

A questo punto vanno reinfornati nuovamente per cuocere l’uovo.

Per quanto tempo? Dipende da voi.

Io ho il terrore dell’uovo crudo e ho fatto 5′.

In uscita andrebbero spennellati con burro che andrebbe lasciato sciogliere nel lago di formaggio sciolto…………..Gnam!

I risultati

Due Khachapuri - pane georgiano cotti, appoggiati su un tagliere di legno

Due Khachapuri - pane georgiano cotti, appoggiati su un tagliere di legno e inquadrati di sbieco

Particolare del Khachapuri - pane georgiano cotto con l'uovo

Particolare del Khachapuri - pane georgiano cotto con l'uovo e il formaggio fuso

La sezione

Sezione del Khachapuri - pane georgiano, con particolare del cornicione ripieno di formaggio

E finalmente quello con l’uovo intero!

Khachapuri - pane georgiano cotto con tuorlo intero al centro

 

 

 

Torta senza cottura budino e biscotti

Torta senza cottura budino e biscotti inquadrata di sbieco

La Torta senza cottura budino e biscotti e’ un modo super goloso di preparare un dolce in modo semplice e senza accendere il forno, i bambini ne andranno pazzi!

E’ l’ideale quando fa caldo dato che si mangia fredda: e’ il classico dolce che potrei definire ‘massimo rendimento con il minimo sforzo’.

Per l’occasione ho scelto pero’ un budino goloso, un po’ diverso dal solito e ho trovato quello che cercato sul sito de Il Cucchiaio d’Argento (ovviamente l’ho modificato un po’ a mio gusto).

Di cosa avete bisogno

Per il budino:

  • latte 1 litro
  • cioccolato fondente 100 grammi
  • zucchero 80 grammi
  • burro 100 grammi
  • farina 00 80 grammi
  • cacao amaro in polvere 20 grammi

Inoltre

  • un pacco di biscotti Oro Saiwa
  • latte qb per bagnare i biscotti

Per completarla:

  • a piacere cacao amaro e zucchero a velo

Io ho usato una pirofila che misura 17×30 cm.

Preparazione

Ho messo a scaldare il latte, nel frattempo in una pentola grande ho sciolto burro con lo zucchero poi ho aggiunto la farina e il cacao.

Si creera’ una cremina densa che ho allungato con il latte un po’ alla volta.

Arrivato a bollitura continuando a mescolare dopo 5′ sara’ perfetto, ho quindi aggiunto il cioccolato fondente fuori dal fuoco.

Assemblaggio della Torta senza cottura budino e biscotti

Semplicemente si intinge un biscotto alla volta nel latte e si crea uno strato il piu’ possibile privo di buchi fra un biscotto e l’altro, quindi con un cucchiaio grande si spalma il budino in uno strato sottile e si ricomincia.

Torta senza cottura budino e biscotti in preparazione, con il budino spalmato su metà della superficie

Torta senza cottura budino e biscotti in preparazione

In questa pirofila di queste misure ho fatto 6 strati, terminando con uno strato di biscotti che ho decorato con del cacao amaro e zucchero a velo.

Torta senza cottura budino e biscotti completata e inquadrata da sopra

Torta senza cottura budino e biscotti completata e inquadrata di sbieco

Torta senza cottura budino e biscotti completata e inquadrata da lato

Consigli di conservazione

Ovviamente avendo del latte va conservata in frigo, dove si compattera’ e permettera’ di tagliare delle belle fette compatte ma belle alte.

Fetta di Torta senza cottura budino e biscotti

 

 

 

Pancavolo viola

Filone di pane pancavolo viola intero appoggiato su un tagliere e inquadrato dall'alto

Uhhhhhhhhhhhhhhh quanto sono soddisfatta!

Stavolta un pane bello colorato che ho ribattezzato Pancavolo viola!

Sapete bene quanto mi piaccia preparare pane e pizze colorati ma la difficolta’ e’ sempre mantenere dopo la cottura le colorazioni ottenute naturalmente con fiori, frutta o verdura.

Ci sono riuscita con successo con il Pane Blu, con la teglia Barbarapa‘… Di certo non mi fermero’ qui.

Stavolta ho deciso di tentare l’utilizzo del cavolo cappuccio viola, consultandomi col mio amico Francesco ho optato per estrarlo a freddo e utilizzare il ‘succo’ insieme all’acqua per fare un pane: cosi’ e’ nato il Pancavolo viola.

Sono rimasta piacevolmente colpita dalla tenuta del colore internamente, e dal colore splendido raggiunto sulla superficie.

Il sapore e’ piacevolmente tendente all’ortaggio ma non puzza assolutamente di cavolo, prudenzialmente ho aggiunto un po’ di preparato per pure’ all’impasto per assorbire e credo abbia funzionato.

Ricetta

Questo e’ un pane ad idratazione 73%, preparato la mattina per la cottura nel pomeriggio del giorno successivo (ho impastato alle 11.00 del mattino e alle 19.00 ho messo il cestino del pane in frigo, poi vi spiego meglio le tempistiche).

  • farina Dallagiovanna Uniqua Blu (e’ una farina tipo 1 molto forte) 330 grammi
  • farina integrale media forza 200 grammi
  • preparato per pure’ 3 cucchiai rasi
  • estratto di cavolo cappuccio rosso 190 grammi (dopo l’estrazione l’ho ristretto un po’ sul fuoco e poi raffreddato in frigo)
  • acqua fredda da frigo 167 grammi
  • Lievito Naturale Liquido (prelevato direttamente dal frigo) 100 grammi
  • Malto diastasico 6 grammi
  • Germe di grano 6 grammi
  • sale 14 grammi

Impastamento

Ho usato la spirale, al solito tutti i solidi e il lievito con tre quarti dei liquidi, e il rimanente a filo.

Ho incordato bene, una piega e pirlatura e via a lievitare in un contenitore chiuso.

Dopo tre ore era cosi’

Impasto del Pancavolo viola lievitato, posato sul tagliere di legno con un po' di farina intorno

Lavorazione

Ho quindi proceduto con le pieghe a tre, tre volte a 30′ una dall’altra.

Dopo 30′ ho fatto la preformatura, e dopo 40′ ho formato e messo nel cestino di lievitazione.

Impasto pancavolo chiuso nel cestino da lievitazione

Ho quindi lasciato a temperatura ambiente fino alle 19.00 (avevo impastato alle 11.00);

il giorno dopo ho anticipato un po’ la cottura rispetto alle 19.00 previste perche’ il pane pareva gia’ bello pronto e perche’ alle 19.00 dovevo accendere il forno per le pizze ahahahahahah

Taglio del pane

Ho caricato il video del taglio del Pancavolo Viola, stavolta ho fatto una cosa un po’ diversa dal mio solito

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Cottura

Ho al solito preriscaldato la pentola di ghisa nel forno alla massima temperatura per 40′.

Al termine del tempo ho inciso il pane, l’ho calato nella pentola e chiuso il coperchio, quindi cotto:

  • 15′ a 220°C con coperchio
  • 10′ a 220°C senza coperchio
  • 10′ a 200°C
  • 10′ a 180°C fuori dalla pentola
  • 10′ a 160°C
  • 10′ a 160°C a forno sfessurato

Risultato

Il pane uscito mi ha lasciata sbigottita!

Per i miei gusti uno dei migliori che abbia mai fatto: si è aperto meravigliosamente, la crosta esterna ha un colore splendido che non avevo mai raggiunto prima, l’interno e’ soffice e arioso e soprattutto e’ deliziosamente viola!

Pancavolo viola appena sfornato, adagiato su un canovaccio color corda

Pancavolo viola appena sfornato inquadrato lateralmente, adagiato su un canovaccio color corda

Particolare del Pancavolo viola appena sfornato inquadrato lateralmente

Particolare della lievitazione del Pancavolo viola

Pancavolo viola posato su un tagliere di legno, inquadrato dall'alto

Particolare dell'apertura dei tagli del pane

Particolare del colore della crosta del pane

Particolare del colore della crosta del pancavolo viola

E non ho resistito a tagliarlo!

Pancavolo viola tagliato a metà, particolare delle sezioni

Pancavolo viola tagliato a metà, particolare delle sezioni affettate

Pancavolo viola affettato, le due meta' affiancate

Una meta' di Pancavolo viola

L'altra meta' di Pancavolo viola

Posso aggiungere altro?

Felicita’!!! 😀

 

 

 

 

 

Bagel

Primo piano di un bagel farcito con formaggio spalmabile, insalata e salmone affumicato

Vi presento i miei Bagel perfetti, orgogliosamente frutto della mia esperienza con gli impasti e del mio sesto senso in cucina: grazie al mio tutorial con trucchetto riuscirete a farli perfetti!

Saranno una soluzione perfetta per una cena in famiglia o per un buffet con amici, vi assicuro che farete un figurone!

I Bagel sono dei panini di origine ebraica, diffusi in tutto il mondo dagli emigrati e corretti e modificati di paese in paese (i Bretzel sono una versione modificata dei Bagel, anch’essi bolliti ma in acqua e soda/bicarbonato).

Io li ho assaggiati per la prima volta a Parigi, dove li vendono infilati tutti nei paletti di legno e farciti al momento a piacere.

Io li ho serviti a tavola con i condimenti a parte, cosi’ ognuno lo prepara come preferisce.

La prima volta li ho farciti con quello che avevo a casa (siamo ancora in periodo di Coronavirus, la spesa la faccio una volta alla settimana e non sarei uscita apposta!), la seconda volta avevo comprato l’insalata fresca, il salmone affumicato e il formaggio spalmabile e li ho semplicemente tolti dal congelatore.

In questo modo abbiamo avuto modo di testare la riuscita dopo il congelamento nel frigo di casa.

La ricetta

Devo ammettere di essere particolarmente orgogliosa di questa ricetta: ho iniziato a seguire le dosi segnate su una rivista ed erano completamente sbagliate!

Ho respirato profondamente e l’ho aggiustata a naso finche’ la stavo preparando, e sempre ad istinto ho trovato un trucchetto per mantenerli bellissimi dopo la bollitura e prima della cottura in forno.

Vorrei sottolineare anche un paio di bizzarrie: la farina usata (per una lievitazione in giornata) e’ una manitoba, quindi una farina forte, questo perche’ la consistenza che hanno e’ particolare e quindi serve proprio quella!

La seconda bizzarria e’ che vanno bolliti (in acqua e zucchero) e in quel momento diventano enormi! Poi vi svelo il trucchetto per mantenerli gonfi anche dopo la bollitura 😉

Gli ingredienti (per circa 25 bagel da 40 g l’uno)

  • farina Manitoba 600 g
  • zucchero di canna 4 cucchiai
  • lievito di birra fresco 12 g
  • latte fresco 200 g
  • acqua 115 g
  • olio di semi di mais 60 g
  • sale 10 g

Inoltre vi serviranno:

  • semi vari da attaccare sopra (io sesamo nero, bianco, papavero)
  • 1 tuorlo mescolato con poco latte per spennellare
  • una pentola larga piena di acqua con 1 cucchiaio di zucchero

Procedimento

Io ho impastato in spirale, olio alla fine (ho aggiustato la ricetta a naso ma la prossima volta mettero’ dentro tutti gli ingredienti, e olio in impasto gia’ incordato).

Quindi ho messo a riposare l’impasto, una volta raddoppiato o quasi (dipende dai gradi che avete in casa) ho fatto tante palline da 40 grammi (lavorandole come fossero piccoli panini, o palline per la pizza).

Le ho fatte ulteriormente riposare una ventina di minuti e quindi le ho bucate!

Ho pensato di fare un video per farvi vedere come e quanto, e come l’impasto reagisce alla bucatura

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I Bagel cosi’ forati vanno lasciati in teglia 1 oretta.

Bagel appena forati, ancora crudi

Quindi ho preparato la pentola piena di acqua con un cucchiaio di zucchero, mi raccomando deve essere molto larga perchè bollendo diventano enormi!

Finche’ l’acqua si scalda ho battuto tuorlo e latte, preparato il pennello di silicone e i semini, e le teglie su cui depositare i Bagel dopo la bollitura.

Bollitura

I Bagel vanno bolliti 1′ per parte, girandoli con un mestolo forato.

Bagel in fase di bollitura, in pentola con acqua e zucchero

Trucchetto dopo la bollitura

Ho notato dopo i primi pezzi che uscivano belli gonfi dalla pentola ma una volta posati in teglia tendevano a ‘sgonfiarsi’ e raggrinzire.

Volete sapere il trucchetto che ho escogitato per mantenerli gonfi e senza pieghe?

Ho visto che il procedimento perfetto e’:

  1. bollitura completa (1′ per lato)
  2. scolatura veloce e posizionamento sulla teglia per la cottura in forno
  3. IMMEDIATO spennellamento generoso su tutta la superficie con uovo e latte
  4. spolveramento con i semini
  5. cottura a teglia riempita

Ecco un Bagel pronto per la cottura.

Bagel dopo bollitura, gia' spennellato e cosparso di semi di sesamo

Cottura

Ho cotto nel forno di casa preriscaldato a 220°C statico per 17 minuti circa.

Vengono belli bruniti grazie allo zucchero nell’acqua di bollitura, tutto normale 😀

Eccone uno, giusto per farvi capire quanto grande sia nonostante i 40 grammi di impasto

Bagel inquadrato dall'alto posato sul palmo della mano

Ora metto le mille foto che ho fatto, ne sono davvero orgogliosa 😀

Bagel cotto con semi di sesamo, posato in diagonale

Tanti bagel con semi di sesamo, posati su un canovaccio

Tre bagel su un vassoio, con sopra semi di papavero, semi di sesamo nero e nulla

 

 

Eccoli tagliati e farciti

Un Bagel tagliato a meta' e posato su un piccolo vassoio di legno

Eccolo farcito con cime di rapa e provola di bufala non affumicata.

Bagel farcito, posato su un piccolo vassoio di legno, inquadrato dall'alto

Bagel con semi di sesamo, farcito con cime di rapa e provola di bufala non affumicata

Sezione di Bagel con semi di sesamo nero, farcito con cime di rapa e provola di bufala non affumicata

Questi con farcitura piu’ ‘tradizionale’: formaggio spalmabile, insalata, salmone affumicato

Due bagel su un vassoio, farciti con formaggio spalmabile, insalata e salmone affumicato

Un bagel su un vassoio, farcito con formaggio spalmabile, insalata e salmone affumicato

Un bagel con sesamo nero su un vassoio, farcito con formaggio spalmabile, insalata e salmone affumicato

Contentissima della gran riuscita di una ricetta sistemata in corso d’opera!

Li rifaro’ spesso, anche perche’ dopo il congelatore risultano come appena fatti.

Ovviamente arrivera’ anche la versione con il Lievito Naturale.

 

 

 

Fruste di pizza lievitate

Fruste lievitate cotte e inquadrate dall'alto

Le Fruste di pizza lievitate sono una variante divertente e golosa per utilizzare un impasto per pizza ad alta idratazione (queste sono un 71%).

Ho preso ispirazione da un quaderno di Alice e una ricetta di Antonino Esposito e poi al solito sono partita con le mie gestioni molto personalizzate degli impasti!

Ho voluto fare comunque tutto come potrebbe farlo chiunque, quindi: planetaria (ma con un buon braccio si fa a mano), lievito di birra e forno di casa.

In quarantena ho usato gli ingredienti che avevo in casa per farcire, ossia Emmenthaler a cubetti, pancetta, mozzarella (sia in cottura che in uscita), olive (sia in cottura che in uscita), fondi di carciofo (spadellati con acqua olio e aglio), e passata rustica della Petti.

Si tratta di una ricetta piuttosto semplice, che si prepara la mattina per la sera.

Con le dosi ne ho preparate 4, vi consiglierei di moltiplicare e stare un po’ abbondanti…. Sono troppo buone 🙂

Impasto per 4 Fruste di pizza Lievitate

Ingredienti con il Lievito di Birra fresco:

  • Farina 0 (multiuso, normale da supermercato) 700 g
  • Acqua (io fredda da frigo) 500 g
  • sale 20
  • Lievito di Birra fresco 2 g
  • Olio extravergine di oliva 30

A meta’ mattinata ho impastato ed incordato, quindi messo a riposare in un contenitore chiuso.

In realta’ poi mi sono accorta che stava lievitando velocemente quindi dopopranzo ho messo in frigo.

Formatura delle Fruste di pizza Lievitate

Intorno alle 17.30 me lo sono ricordato ahahahahahahah quindi l’ho tolto dal frigo, porzionato in 4 pezzi (da circa 307 grammi l’uno) e li ho arrotondati piano piano perche’ erano gia’ ovviamente molto lievitati e avrei fatto uscire tutti i gasi di lievitazione.

Ho quindi acceso il forno funzione pizza alla massima temperatura (parte ventilato) con dentro la refrattaria a meta’ altezza.

Dopo una mezz’oretta di riposo li ho stesi come da video che ho caricato su YouTube

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Ecco la prima stesa, farcita e richiusa, in attesa di essere rigirata.

Ed ecco le prime due girate, incise, e richiuse un po’ al centro (nel video non si vede, scusate)

Ho spennellato di olio e acqua e infornato con il tappetino (e’ fatto apposta per reggere temperature molto alte) direttamente sulla refrattaria (avevo misurato la temperatura prima di infornare e misurava 260°C.

Cottura delle Fruste di pizza Lievitate

Ho cotto col forno al massimo 15′ ventilato e 5 statico.

Ho ottenuto un risultato francamente favoloso!

In uscita ho completato inserendo qualche altro ingrediente a freddo all’interno delle aperture.

Ed eccovi le foto, comprese le sezioni… Non sono estremamente appetitose???????????

Fruste lievitate cotte e inquadrate dall'alto

Fruste lievitate cotte e posate sul tagliere

Fruste lievitate cotte e inquadrate in scorcio sul tagliere

Frusta Lievitata tagliata in due pezzi, particolare delle sezioni

Frusta Lievitata tagliata, particolare della sezione

 

 

 

Crostata al cacao e crema di fragole

Questa crostata al cacao e crema di fragole e’ nata dall’esigenza di consumare delle fragole non esattamente entusiasmanti.

In quarantena ho avuto modo di leggere e segnarmi tante ricette fra cui quella di questa crema di fragole senza uova ne’ latte (grazie ai Quaderni di Alice Cucina).

Volendo ideare un connubio che esaltasse al massimo le fragole ma rimanendo sempre in un ambito di torta casalinga ho optato per una frolla al cacao, cotta nella tortiera microforata che aiuta moltissimo una cottura perfetta ed uniforme, anche come in questo caso con tanto di crema al suo interno.

In pratica la crema va preparata a parte, finche’ si intiepidisce si toglie la frolla dal frigo e la si stende nella tortiera e poi si riempie con la crema.

Ingredienti della frolla al cacao

Un impasto direi classico:

  • farina (00 o comunque multiuso) 500 g
  • cacao amaro in polvere 100 g
  • burro freddo 260 g
  • zucchero semolato 160 g
  • 4 uova intere
  • aromi (vaniglia)
  • sale un pizzico

In planetaria: tutto dentro (burro a pezzetti), frusta K e via finche’ non diventa una massa unica.

A mano: impastare poco senza scaldare il burro.

Nel robot da cucina: massima velocita’ appena si raccoglie a palla togliere.

Dopo la preparazione, in frigo almeno 30′.

Preparazione della Crema di fragole

Attenzione: non crema CON fragole ma DI fragole! Niente uova ne’ latte.

Ingredienti:

  • Fragole 500 g
  • Acqua 250 g + 2 cucchiai
  • Zucchero semolato 125 g
  • Maizena 50 g
  • Limone scorza

Ho lavato e tolto il picciolo alle fragole, tagliate in pezzi e frullate con l’acqua.

Quindi ho versato in una pentola e aggiunto lo zucchero, a parte ho sciolto la maizena con due cucchiai di acqua e un po’ di fragole frullate e poi ho unito tutto, compreso l’aroma.

Ho messo sul fuoco e addensato.

Preparazione Crostata al cacao e crema di fragole

Ho steso a mezzo cm circa la frolla e ho ricoperto la tortiera, quindi ho versato la crema ormai intiepidita.

Vedete mi e’ avanzata parecchia frolla ma recuperare quella non e’ mai un problema!

Ho preparato una teglia di biscotti, anche con l’intenzione di ornare un po’ la torta una volta cotta piu’ che altro perche’ non ero certa la crema avrebbe retto altra pasta in cottura.

Ho cotto la Crostata al cacao e crema di fragole a 180°C forno gia’ caldo per 30′.

Eccola cotta e decorata:

e la fetta

Cosa posso aggiungere?

L’abbinamento tra frolla al cacao e crema di fragole si e’ rivelato azzeccato e la crema di fragole mi ha soddisfatto molto, sicuramente la utilizzero’ in altre vesti questa estate (non dimentichiamoci che e’ anche vegana 🙂 )