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Pane Blu

Sapete che in cucina mi piace sperimentare e non mi spavento davanti alle cose un po’ pazze!

Frequentando alcuni gruppo fb di cucina ho iniziato a vedere che usavano dei fiori della Thailandia per colorare il pane, perche’ non e’ tanto trovare qualcosa che colori l’impasto quanto che poi questo colore sia effettivamente termoresistente e alla cottura risulti ancora bello vivo e acceso.

Li ho quindi cercati nei supermercati del naturale, non trovandoli… Quindi Amazon mi ha salvata.

Vi dico subito che non costano poco, siamo nell’ordine di 13 euro di 100 grammi.

Quindi credo che tallonero’ i miei amici e il primo che andra’ in Thailandia sara’ obbligato a portarmene a casa un chiletto!

Dunque passiamo ai fatti concreti, ehm… Il nome scientifico di questa meraviglia ebbene si’ e’ Clitoria Ternatea e il nome volgare Fiori di pisello blu… E non andiamo oltre che forse e’ meglio 😀

Come da indicazioni lette ho utilizzato 10 grammi di fiori in 400 grammi di acqua bollente, quindi ho fatto ovviamente raffreddare e messo in frigo per utilizzare il liquido nell’impasto.

Viene moooooooooooooooolto blu

In questo specifico caso ho voluto fare un pane che stazionasse parecchio in frigo anche per avere il tempo di finire di consumare l’altro che avevamo a casa, la ricetta si riferisce ad un pane da 1 kg che è rimasto 50 ore in frigo; a queste ore dovete aggiungere il tempo di preparazione ed eventualmente il tempo che rimane a temperatura ambiente per finire di lievitare.

Mi spiego meglio: ho usato una quantita’ piuttosto esigua di lievito proprio prevedendo le lunghe tempistiche ma allo stesso tempo il caldo infernale di questi giorni mi aveva suggerito di metterlo in frigo nel suo cestino immediatamente dopo averlo formato. Stamattina l’ho trovato ancora parecchio indietro quindi l’ho messo a 24 gradi C e nel giro di 4 ore era pronto per la cottura.

Quindi l’ho rimesso in frigo finche’ scaldavo la pentola e l’ho cotto.

Tutta questa manfrina per dire di non prendere le tempistiche che metto troppo alla lettera, perchè in effetti ogni lievito va a se’ e la temperatura gioca un ruolo fondamentale.

La ricetta che ho seguito e’ quindi questa:

  • Farina (Uniqua Blu Dallagiovanna, W380 se non sbaglio) 539 grammi
  • Acqua (da tisana blu come descritto sopra) 378 grammi
  • sale 17 grammi
  • Lievito liquido (idratato 100%, di semola) 66 grammi

Che con la Pasta Madre solida diventerebbe invece:

  • Farina (Uniqua Blu Dallagiovanna, W380 se non sbaglio) 503 grammi
  • Acqua (da tisana blu come descritto sopra) 378 grammi
  • sale 17 grammi
  • Pasta Madre Solida 102 grammi

Ho impastato nella spirale, tre pieghe a 15′ una dall’altra, preformatura, solita formatura arrotolata nel bannetton.

Era tanto caldo eho messo subito in frigo, secondo me meglio recuperare dopo se e’ indietro piuttosto di un impasto sovralievitato e cattivo.

Stamattina quindi ho cotto come scritto sopra, classica cottura  in pentola degli altri miei filoni.

Ero molto scettica, altaglio non aveva retto bene e pareva spanciato.

E qui e’ partita una discussione  sul perche’ con il mio amico Gianluca e mille ipotesi sul fatto che nelle molte ore la tisana avesse squilibrato il lievito.

Poi pero’ al taglio la  grande sorpresa… L’interno e’ molto piu’ bello di quanto si potesse immaginare da fuori!

Quindi rimane solo da tentare le 24 ore 😀

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