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Baguette Viennoise

Baguette Viennoise_6

Le mie recenti vacanze (raccontate qui) mi hanno lasciato la gran curiosita’ di replicare a casa dei piatti che ci erano piaciuti molto.

Queste baguette (normali, e al cioccolato) accompagnavano le nostre colazioni a Parigi e in particolare per i bambini erano una cosa irrinunciabile!

La soddisfazione massima oggi e’ stato alla domanda “Sono come quelle che mangiavate la’?” ricevere come risposta “No! Sono meglio!!!”

E credetemi, non avrebbero avuto nessun problema  a dirmelo se non fossero stati soddisfatti!

Ho cercato in google immagini quella che mi sembrava piu’ simile a quelle che prendevamo noi, e sono finita qui.

La ricetta recitava:

  • farina 500 g (io ho messo una tipo 1, andra’ bene una 0 non troppo forte)
  • burro 80 g
  • zucchero semolato 80 g
  • liquido (2 uova intere + latte) 300 g
  • sale un pizzico
  • gocce di cioccolato 250 g
  • 2  buste di lievito secco (io ne metterei un quarto e allungherei la lievitazione)

Io ho convertito per la Pasta Madre:

  • farina 380 g (io ho messo una tipo 1)
  • burro 80 g
  • zucchero semolato 80 g
  • liquido (2 uova intere + latte) 240 g
  • sale un pizzico
  • gocce di cioccolato 180 g
  • vaniglia
  • Pasta Madre (la mia era rinfrescata due volte) 180 g

Ho messo i liquidi, la pasta madre a pezzetti, e poi farina e sale, vaniglia, poi lo zucchero e il burro per ultimo.

Ho messo il gancio, ho incordato bene e aggiunto le gocce alla velocità minima.

Quindi ho messo a lievitare sopra  l’f1 riscaldato qualche minuto 🙂

C’e’ voluto poco tempo, la pm era molto in forma.

Ho quindi diviso in tre, steso della lunghezza della teglia da baguette e allargato con le mani, quindi arrotolato e  posato sulla teglia con la chiusura sotto.

Ho messo sopra la pellicola e messo a riposare.

Quando le ho viste gonfie le ho spennellate con latte e zucchero, quindi infornate in forno gia’ caldo a 180°C per 25′.

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Baguette Viennoise_6

 

Tutorial crostata alla marmellata

Tutorial Crostata18

Leggendo di qua e di la’ mi sono resa conto che qualcuno non si ‘azzarda’ a preparare una crostata perche’ pensa sia difficile, piu’ difficile di una torta ad impasto morbido.

In realta’ con qualche accorgimento diventa veramente una passeggiata, spero questo post possa convincere qualcuno!

Innanzitutto prepariamo la frolla, poche le regole:

  • toccare l’impasto meno possibile, meglio farlo in planetaria o se a mano non scaldarlo
  • usare farina 00 da dolci (debole)
  • far riposare in frigo l’impasto prima di stenderlo

Se volete semplificarvi la preparazione meglio utilizzare:

  • tappetino in silicone (io Ikea) oppure piano in marmo o acciaio
  • mattarello di silicone (se non l’avete va bene un rotolo di pellicola per alimenti)

Iniziamo!

Tappetino:

Tutorial Crostata1

Tortiera (che deve essere con i bordi bassi, questa e’ antiaderente se ne avete una di alluminio usate la carta forno bagnata e strizzata oppure stendete direttamente la pasta sulla carta forno)

Tutorial Crostata2

La Pasta frolla dopo il riposo in frigo (preparata con farina 00 500 g, zucchero semolato 200 g, burro 200 g, 2 uova intere, un pizzico di sale).

Io di solito non aggiungo lievito, perche’ tende a far perdere un po’ la forma e perche’ a casa piace di piu’ la frolla croccante della morbida.

Tutorial Crostata3

Piano piano con il mattarello stendete la pasta (eventualmente aiutandovi con poca farina) cercando di mantenere uno spessore uniforme (3-4 mm)

Tutorial Crostata4

Tutorial Crostata6

Aiutandovi con il mattarello spostate la pasta sulla tortiera

Tutorial Crostata8

e con le mani premete bene

Tutorial Crostata9

quindi tagliate gli eccessi con un coltello affilato

Tutorial Crostata10

e abbassate tutto il bordo se risultera’ troppo alto

Tutorial Crostata11

quindi cospargete di marmellata (abbondante!)

Tutorial Crostata12

e con la pasta avanzata create dei salsicciotto, anche questi il piu’ possibile di sezione costante.

Se non ci riuscite, stendete e ritagliate strisce con il tagliapasta

Tutorial Crostata13

quindi disponeteli sulla marmellata

Tutorial Crostata14

fino a creare una griglia regolare

Tutorial Crostata15

e con la forchetta forate il fondo che cosi’ non si gonfiera’

Tutorial Crostata16

per un’estetica migliore fate un po’ di palline (tutte grandi uguali) e disponetele sulla marmellata

Tutorial Crostata17

Tutorial Crostata18

ho cotto nell’f1 ma un forno di casa andra’ perfettamente bene a 160°C per 25 minuti

Tutorial Crostata19

Tutorial Crostata20

Tutorial Crostata21

come vedete il fondo e’ ben cotto, se avete dubbi forate con una forchetta e sentirete se il fondo fa resistenza o se al contrario la forchetta una volta sfilata si porta dietro pezzetti di pasta.

 

Torta di mele ‘American Style’

Torta di mele american style_3

Avevo condiviso qualche giorno fa un video sulla mia pagina Facebook e c’erano tutte queste belle crostate ricoperte, ma parlando e commentando abbiamo convenuto che difficilmente l’impasto usato fosse la classica frolla.

Quindi ho controllato su un paio di libri presi a Londra l’altr’anno e su qualche sito americano: loro usano la cosiddetta ‘pastry dough’ che alla fine e’ la nostra pasta brisee.

Ho percio’ preparato (in planetaria, ma se volete a mano lavorando poco) l’impasto con:

  • farina per dolci 680 g
  • sale 20 g
  • burro 340 g
  • acqua fredda 200 g

aggiungendo l’acqua a filo e alla fine.

Va quindi fatto riposare in frigo.

Ho quindi preso la tortiera, per una riuscita precisa e perfetta ci vorrebbe il modello con il bordo piatto che in Italia non si trova facilmente: io ne ho presa una fac simile da Happy Casa.

Ho quindi steso e rivestito (con carta forno sotto) la tortiera e riempito di un composto di:

  • mele tagliate a barchette e poi a pezzetti (6 o 7 mele)
  • farina 2 cucchiai
  • zucchero di canna 4-5 cucchiai (decidete voi, sapendo che la pasta non è  dolce tutto il  dolce della torta sta nel ripieno)
  • cannella o spezie per panpepato

Torta di mele american style_1

Quindi ho steso un altro disco e rivestito, spennellando prima il bordo con acqua.

Al centro ho tagliato per permettere di sfiatare in cottura, non dimenticatelo!

Poi ho tagliato taaaaaaaaaaaaaaaaaaante formine piccole piccole attaccandole con poca acqua stesa con pennellino.

Torta di mele american style_2

Torta di mele american style_3

Ho spennellato tutto con latte e infornato in forno gia’ caldo a 180°C per 65′.

Prima di estrarre in ogni caso controllate tramite i tagli se le mele all’interno sono morbide.

Torta di mele american style_4

Torta di mele american style_5

Torta di mele american style_6

Ecco la fetta

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E’ venuta bene, solo il bordo e’ sceso un pochino quando trovero’ la tortiera giusta ci riprovo!

LE NOSTRE VACANZE 2017: Santorini, Parigi, e relativi Pronto Soccorso

“Tesoro, dobbiamo prenotare le vacanze!”

“Ma sei sicuro? E se poi succede qualcosa la settimana prima? E se ci chiamano dall’ospedale? E se dobbiamo andare a fare un controllo urgente?”

“Chiara! Abbiamo avuto un anno difficile e complicato, e ci meritiamo di rilassarci! Fidati di me e prenotiamo, sarà l’estate più bella mai passata tutti e quattro insieme!”

E in quel momento decido di mollare, di non intestardirmi e lasciarmi guidare da Tuorlo (ossia mio marito) che in certi momenti ha quella lucidità che a me ogni tanto manca.

E quindi decidiamo per Santorini a giugno e Parigi ad Agosto.

“Amore è troppo!”

“No Chiara, faremo le cose con testa e andrà tutto bene”

Quindi prenotiamo aereo da Verona con Volotea, destinazione Santorini, alloggio in appartamento nella cittadina di Perissa e trasporto da e per l’aeroporto inclusi nel soggiorno.

“Oh! Leonardo! Guarda cosa c’è!”

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“Sgrunt”

“Ok, ho capito………..”

Che barba sti mariti che non capiscono le nostre esigenze…………

Bellissimo l’alloggio, soprattutto con i bambini puoi decidere secondo me più che in albergo cosa fare durante la giornata, e la piscinetta di fronte casa li ha tenuti impegnati quando era ancora troppo caldo per muoversi.

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Il giorno dopo iniziamo ad organizzarci, ad andare a fare un po’ di spesa, e cominciamo ad assaggiare le delizie locali andando in un panificio che nella settimana di soggiorno avremmo frequentato spesso!

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Quella a sinistra era una “Pita” qualcosa ripiena di feta e quello a destra un delizioso panino all’uva al profumo di cannella.

Mangiando vediamo arrivare un autobus, e al volo saliamo sopra capendo solo che stiamo andando nella capitale; una volta arrivati iniziamo un giro e ci indirizziamo verso la famosa discesa al mare.

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In questa città bianca, arroccata sul mare aggrappandosi ad una montagna ingrata e brulla.

Scegliamo le gambe, e non la scorciatoia animale!

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E nel paesaggio già suggestivo non mancano tocchi di poesia

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Una volta arrivati giù la soddisfazione di esserci riusciti! Soprattutto per i miei figli che hanno 9 e 12 anni! Si sono meritati l’aranciata fresca al bar sul porto!

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E risalita più comoda con la cabinovia!

Tuttavia la camminata era stata impegnativa, e quindi… pranzo!

I miei uomini pita ripiene all’inverosimile (ora che ho assaggiato la vera pita posso cercare di rifarla a casa!) e io feta al forno (mai vista prima la feta cotta!).

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Rientro tranquillo, autobus perfetto, pulitissimo, scendiamo vicino casa e ceniamo tranquilli sul terrazzo del nostro appartamento.

Il giorno dopo la mattina programmiamo la salita per l’antica Thira, uno degli insediamenti archeologici che consigliano di visitare nell’isola; gli scavi sono in cima ad una montagna, dalla nostra abitazione a piedi ci siamo dovuti arrampicare come caprette mentre dal versante opposto una strada arrivava fino all’inizio degli scavi.

Anche qui asinelli, ma noi su a piedi, ed è stata davvero dura in certi momenti!

Guardate che spettacolo si godeva dal sentierino

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Arriviamo in cima e ci accoglie un vento pazzesco! Tanto che il chiosco delle bibite è agganciato alla roccia con i tiranti!!!!!!!!!!!

Visitiamo le rovine belle e suggestive, ma non l’ultimissima parte per un vento che sembra voler tirarti giù dalla montagna  e farti ritornare alla partenza in un unico volo!

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E questi siamo noi! Una volta ridiscesi sani e salvi! Una bella esperienza che unisce la famiglia, darsi aiuto nei momenti difficili in cui perfino uno stambecco avrebbe difficoltà a salire!

E a cena una mega pita non poteva mancare

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Mio figlio piccolo da quando siamo atterrati ci dava il tormento per noleggiare i quad e così per essere più svincolati dagli orari dei mezzi pubblici e poter andare dove volevamo ne abbiamo presi due per due giorni.

Il giorno dopo quindi siamo andati di nuovo nella capitale per visitare i due musei archeologici e passeggiare per la città, un’oretta di viaggio sotto il sole con i potenti mezzi che a stento raggiungono i 45 Km/h.

Purtroppo una volta arrivati mio figlio piccolo ha iniziato a dire che non si sentiva bene, che aveva le gambe deboli e respirava affannosamente; siamo quindi andati nella farmacia che per fortuna avevamo di fronte e il farmacista gentilissimo gli ha misurato la pressione e verificato i battiti, ha telefonato in pediatria all’ospedale e ci ha riferito che gli avevano consigliato di portarglielo.

Un attimo di panico! E molta incertezza su cosa avremmo potuto trovare, e invece l’ospedale era nuovissimo, i medici perfetti, il pediatra gentilissimo.

Fortunatamente ci ha detto che forse era solo un po’ disidratato, di dargli da mangiare e da bere ed eventualmente di riportarglielo per una flebo (istantaneamente Guglielmo si è sentito BENISSIMO!).

Il giorno dopo tutto ok, colazione ricca (peccato non avere avuto un metro per misurare il diametro di questo donut… Tanto che mio figlio l’ha affrontato con coltello e forchetta!)

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Quindi prendiamo i quad e andiamo fino ad Akrotiri a vedere le rovine

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E la spiaggia rossa finchè c’è e non verrà completamente invasa dalla montagna che sta franando.

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Bagno in queste acque splendide e immancabile l’appuntamento per vedere il tramonto!

Il posto più conosciuto e famoso è ad Oia ma era molto lontano e con Guglielmo che non era stato bene non ci siamo fidati, sulla strada del ritorno c’era tanto di cartello che indicava il “Sunset view” e così ci siamo fermati lungo la strada a guardare questo spettacolo meraviglioso.

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L’ultimo giorno pranzo alla “Taverna di Poseidone” ahahaha con una grigliata di pesce spettacolare e la Mussaka! Oddio meno male che l’ho assaggiata solo l’ultimo giorno o sarei tornata a casa con 15 kg in più!

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E i ragazzi spiedino

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In definitiva Santorini è un’isola vivibilissima anche con i bambini al seguito, le persone sono gentili ed accoglienti, i prezzi abbordabili.

Per me ha significato sentirmi sufficientemente coraggiosa per tornare al mare, e credetemi non è stata una scelta da poco, ma alla fine è andata.

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Per ora è un arrivederci, sicuramente non un addio!

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Dopo un mese e mezzo, siamo partiti per Parigi.

Stavolta mio figlio grande era già sotto antibiotici da 5 giorni per la tonsillite, e purtroppo appena atterrati l’ho sentito caldo: passava i 38°.

Ok! Calma, ho con me gli antipiretici!

Primo problema arrivare in città: trenino o taxi? Alla fine abbiamo optato per il taxi visto che la cifra si discostava di pochissimo dal treno e non avendo ancora il polso della città ci siamo fatti portare vicino al nostro alloggio così se Matteo non fosse stato bene non avremmo fatto tanta strada prima di portarlo a riposare.

Siamo stati molto fortunati e vicinissimo casa abbiamo trovato il museo della scienza (con tanto di armadietti per i bagagli!) che per i ragazzi è stata un’esperienza fantastica.

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Non sembra una scena di “Una notte al museo”?

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Appena avuto l’alloggio siamo andati a riposarci per l’alzata all’alba e ancora Matteo era febbricitante.

Piccola uscita serale per conoscere i dintorni e spesa al supermercato.

Scopriamo anche un panificio sotto casa e iniziamo a drogarci di baguette, in varie versioni.

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La notte passata a tenergli bassa la febbre visto che il tentativo di farla sfogare era fallito miseramente e lui stava male, il giorno dopo ci rassegnamo a portarlo in pronto soccorso per verificare che non sia un problema di antibiotico che non sta facendo il suo dovere. Se andate a Parigi e avete la necessità di far visitare i vostri figli dovrete andare in un ospedale pediatrico, ce ne sono diversi in città noi siamo andati nel più vicino al nostro alloggio.

Guardate che ridere la macchinetta del caffè

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Fortunatamente era tutto a posto (dubbie le orecchie, infatti una volta tornati la pediatra gli ha diagnosticato un’otite e via di gocce!) e ci siamo goduti un po’ il quartiere periferico dove eravamo finiti, con i suoi banchetti etnici e l’aria intrisa di spezie orientali.

Erano le 14 passate, e i ristoranti chiusi, siamo andati in un posticino etnico greco/tunisino una libidine insomma!

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Era domenica, musei statali gratuiti, abbiamo optato per il Centre Pompidou

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E lo spettacolo dall’esterno passa nelle sale, e nelle scale mobili nei tubi, fino alle installazioni sul tetto da cui si gode una vista mozzafiato della città!.

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Poi pausa macaron (Matteo è l’unico della famiglia cui piacciono!)

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Il giorno dopo Louvre!

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I miei figli hanno fotografato questa ciotolina d’oro e hanno commentato “questa mancherebbe alla mamma in cucina!”

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E dopo ore a riempirsi mente e cuore di bellezza, un giretto per far sfogare i bambini al parco de Le Tuileries ci sta tutto! E’ a due passi dal Louvre: prati e aiuole perfettamente curati, sedie a disposizione per riposarsi, e un parco dei divertimenti per far divertire i bambini!

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Quindi mi ricordo che a Mosca avevo fatto il tour delle più belle stazioni della metro, e controllo in internet cosa vale la pena andare a vedere a Parigi.

Andiamo alla fermata Palais-Royal Musee du Louvre a vedere il baldacchino di vetri di Murano

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Il giorno dopo passiamo appositamente per la fermata degli Arti e Mestieri, agghindata come il Nautilus di Verne; devo dire che ci è piaciuta moltissimo!

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Optiamo quindi per il Musee d’Orsay, splendido museo ricavato da un’ex stazione ferroviaria ma c’era una fila tremenda oltretutto sotto una pioggia a tratti insistente, quindi quasi senza accorgercene siamo entrati già in tarda mattinata, pensando che avremmo eventualmente mangiato nella caffetteria.

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Ahi ahi ahi non fate il nostro stesso errore!

Il ristorante all’ultimo piano era lussuosissimo, e i prezzi di conseguenza.

La caffetteria poco sotto splendida, ma fila di gente e offerta praticamente solo di dolci.

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Fra i morsi della fame visitiamo le splendide sale e arriviamo fino all’orologio e i suoi chiaroscuri

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Cezanne, Degas, Van Gogh……. Le sale scorrono ma i bambini iniziano a protestare e devo dire che hanno pure ragione! Pranzo alle 15 passate…….

Bye bye museo, le foto non ti rendono giustizia.

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Pomeriggio ci indirizziamo verso il centro e giriamo un po’ a zonzo per la città, viste tante cose nei negozi ma non ho preso nulla! Una formina da biscotto della Torre Eiffel costava 7 euro e ho addirittura visto una confezione di cereali di Willy Wonka che ne costavano 14!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il giorno dopo concediamo colazione in pasticceria

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E poi ci avviamo verso la Torre Eiffel

Hisilicon Balong

Anche qui file interminabili, e accessi ristretti e recintati per questioni di sicurezza.

La visita ovviamente vale la pena, e salendo a piedi il costo è contenuto.

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Da lì con una passeggiata si arriva sulla Senna e a Notre Dame

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Pranzo per la strada, abbiamo trovato ennesimo mercatino etnico… ma quanto ci sono piaciuti!

Scusate foto sfuocata ma rende!

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Poi siamo tornati zona Tuileries per andare al museo de l’Orangerie e godere delle ninfee di Monet (e riposarsi guardando il bellissimo documentario dedicato!).

Pomeriggio giretto nel quartiere ebraico con ristoranti dall’insegna piuttosto esplicita ahahah

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Cena nel ristorante libanese J

Il giorno dopo andiamo a Mont Martre, iniziamo con l’ascensore in manutenzione alla metro

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Quindi per salire prendiamo la cabinovia (con lo stesso biglietto della  metro).

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Devo dire che, complice anche un bravo suonatore di arpa, qui si respira veramente un’aria parigina!

Ma ora scendiamo verso l’altro versante

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E buttiamoci dentro il quartiere che mi ha dato l’impressione di essere un misto fra turistico-parigino-etnico.

Guardate in una pasticceria c’era la riproduzione di Notre Dame in cioccolato!

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E per strada pranzo dentro un supermercato, ebbene sì; cucinavano loro pollo e patate e li confezionavano, dando in uso tavoli e sedie.

Non so se fosse la fame, la stanchezza o cos’altro, ma mi è parso il pollo più buono che abbia mai mangiato!

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Pomeriggio giretto in centro nelle gallerie dei negozi chic! Ma giusto per guardare due vetrine e bere un caffè da Starbucks

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Ultimo giorno, colazione in pasticceria

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(con ovvia richiesta di replica a casa) e la ciliegina sulla torta!

Andiamo a Belleville, sulle orme della famiglia Malaussene!

E’ un quartiere periferico, a occhio simile a quello dove era l’ospedale pediatrico, e di sabato troviamo il mercato: mazzi di menta, pesce fresco, frutti tropicali e verdure per preparare quei bei piatti etnici che ci piacciono tanto.

Capisco che l’etmosfera abbia ispirato Pennac, è pieno di negozi mediorientali che vendono spezie, datteri…..

Visito quasi religiosamente la fermata della metropolitana dove Benjamin Malaussene va tutte le mattine per andare alle Edizioni del Taglione a lavorare.

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Per pranzo prendiamo dei panini un po’ misteriosi, spiegandoci in qualche modo con il panettiere mediorientale, e prendiamo delle cose BUONISSIME!!!!!!!!! Peccato non ricordare i nomi (se qualcuno li riconosce e me li dice avrà la mia eterna gratitudine!).

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Ma dove li mangiamo? Al parco!

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Che supera di molto le nostre aspettative! Un parco rigoglioso di piante e ricco di uccellini e farfalle, che nasconde una sorta di “giostra” davvero incredibile.

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Una vacanza che spero rimanga nel cuore dei miei figli, il più piccolo una sera si è messo a tavolino e ha disegnato la SUA Torre Eiffel <3

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Arrivederci Parigi, non mi mancherà il caffè solubile che bevevo la mattina 🙂

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Biscotti con Ammoniaca (e Lecitina di Soia)

Biscotti con Ammoniaca_1

Avevo gia’ fatto la ricetta originale delle Simili eccola qua, pero’ stavolta ho dovuto modificarla pesantemente perche’ mi sono trovata senza abbastanza uova!

Inoltre avevo comprato le  buste di Bicarbonato di Ammonio ed erano da 25 grammi, quindi volendole usare intere ho modificato tutti gli altri ingredienti e ho ottenuto un vassoio gigante di biscotti che un po’ ho regalato, ma che comunque si manterranno buoni e fragranti per molto tempo.

Ecco dunque cosa ho usato per un vassoio gigante di biscotti (3 teglie e mezzo di quelle piatte dell’Ikea, per intenderci).

  • farina 00 per dolci 833 g
  • zucchero semolato 250 g
  • uova intere 2
  • acqua tiepida 200 g + 2 cucchiai di Lecitina di Soia ben sciolti dentro
  • Ammonio Bicarbonato (Ammoniaca per dolci) 25 g sciolto in 5 cucchiai di latte tiepido
  • Burro 166 g
  • sale due pizzichi
  • Cioccolato fondente in scaglie 100 g

Per spennellare prima della cottura:

  • albume
  • e cospargere di poco zucchero (io ho messo quello di canna)

Semplicemente ho impastato a mano, risulta un impasto duretto.

Va quindi steso sottile (3 mm) e contate che crescono enormemente in cottura, tenetene conto quando li mettete sulle teglie.

Vanno cotti in forno gia’ caldo a 180° per 20′.

Io li ho cotti nell’f1 per 20′ platea 180°C e cielo 150°C sempre acceso.

Mi raccomando NON RESPIRATE direttamente l’ammoniaca, e arieggiate bene finche’ cucinate.

Fidatevi, una volta freddi non avranno nemmeno l’ombra dell’odore terribile dell’ammoniaca!

 

Focaccia con yogurt al miele del maestro Giorilli

Focaccia con Yogurt al Miele_5

Ho fatto (per la verità ri-fatto, ma la volta scorsa non avevo postato…………:( ) la Focaccia con Yogurt al Miele del maestro Giorilli, dal libro La lievitazione lenta che ho comprato qualche mese fa.

Un libro che consiglio caldamente, forse non semplicissimo ma se vi state avvicinando ai grandi lievitati mi sentirei di consigliarvi questa ricetta: si fa in giornata e non ha inclusioni come il  panettone che rendono il tutto piu’ difficile.

Prima di tutto dovete portare a perfetta maturazione la Pasta Madre, io ho fatto due rinfreschi consecutivi se non siete troppo sicuri del vostro lievito meglio sicuramente farne 3.

Come praticamente tutti i grandi lievitati prevede due differenti impasti, non spaventatevi e tirate innanzi!!!

 

1° IMPASTO (per 1 sola focaccia, io di solito nel Kenwood Major ne faccio 2 alla volta, inoltre uso la frusta K siliconata):

  • farina 295 g (io la Panettone Z)
  • latte 79 g (io intero)
  • lievito naturale 92 g
  • uova intere 53 g (1)
  • tuorli 53 g (circa 4) (tenete da parte gli albumi per lucidare prima della cottura, io me ne sono dimenticata e ho usato latte!)
  • zucchero semolato 40 g
  • burro morbido 46 g (io uso il tedesco)

Ho miscelato in planetaria latte, farina, lievito, e le uova.

Una volta incordato ho aggiunto lo zucchero e poi il burro.

Al momento dell’immissione dello zucchero l’impasto si smollera’ molto non spaventatevi! Insistete e si compattera’, e solo in quel momento aggiungete il burro a pezzetti.

Giorilli a questo punto dice di passare in cella a 24° per 10-12 ore; in casa ovviamente ci si arrangia ad avvicinarsi circa a quella temperatura.

L’impasto comunque crescera’ moltissimo, a me aveva scoperchiato ed era uscito come un fungo atomico!

2° IMPASTO:

  • tutto il 1° impasto
  • farina 98 g (io la Panettone Z)
  • malto 1,3 g
  • zucchero semolato 98 g
  • vaniglia
  • yogurt al miele 59 g (io non l’avevo, ho usato yogurt intero e tre cucchiaiate di miele, avendo l’accortezza poi di aggiungere poca farina)
  • burro morbido 79g (io uso il tedesco)
  • sale 7 g

Ho miscelato in planetaria il primo impasto con farina e malto.

Una volta incorporato bene tutto, ho aggiunto poco alla volta lo zucchero il sale e la vaniglia.

Una volta nuovamente incorporato, ho aggiunto yogurt e miele, NON SPAVENTATEVI perche’ diventera’ tutto mollissimo e crederete di aver rovinato tutto.

Insistete insistete e si asciughera’ (se non avete lo yogurt al miele e avete fatto come me, aggiungete pure poca farina); solo alla fine aggiungete il burro a pezzetti.

Incordate molto bene, poi in un contenitore lasciate riposare per 30′.

Quindi se ne avete fatta piu’ di una pesate e dividete l’impasto (non fate come me che ho fatto ad occhio, infatti una e’ venuta piu’ grande dell’altra ahahahah), date una prima pirlatura e mettete al caldo a 30°C pe 30-40′.

Quindi Giorilli dice di stringere di nuovo l’impasto, mettere nei contenitori (di carta, meglio rigidi, e bassi) e mettere ancora a 30°C per 4-5 ore.

Prima di infornare va spennellata con il famoso albume sbattuto che io invece avevo buttato………. e poi va incisa abbastanza superficialmente.

La focaccia da 1 kg cuoce in 50′ a 180°C.

Io ne ho cotte due insieme nel forno misero della taverna visto che quello elettronico in cucina ha il termostato rotto e devo ancora riuscire ad organizzarmi per farlo aggiustare 🙁

Ovviamente una volta cotte vanno infilzate alla base e lasciate raffreddare a testa in giu’ qualche ora.

 

In forno le mie si sono baciate 😀

Focaccia con Yogurt al Miele_1

Focaccia con Yogurt al Miele_2

Focaccia con Yogurt al Miele_3

La fetta

Focaccia con Yogurt al Miele_4

e la sezione

Focaccia con Yogurt al Miele_5

 

 

Baguette dolci sfogliate

Sulla scia delle Baguette sfogliate dato che mio marito le aveva quasi definite ‘dolci’ (lui ha questa impressione per tutte le cose sfogliate……….. mah) ho pensato di farne una versione realmente dolce.

Ho modificato leggermente la ricetta aumentando zucchero e farina, stavolta ho usato una pasta madre rinfrescata 3 giorni prima ma evidentemente ancora in forza, e ho allungando la lievitazione passando per il frigo.

Ho usato sempre l’f1 ma devo assolutamente rifarle nel forno di casa visto che una delle tre baguette e’ cresciuta tanto da incastrarsi nelle resistenze!!!!!!!!!!!!

Per le solite tre baguette ho quindi usato:

  • Farina per grandi lievitati 420 g + 4-5 cucchiai perche’ mi pareva appiccicoso
  • Latte fresco intero 140 g
  • Acqua 65 g
  • Burro 35 g
  • 1 uovo intero
  • Zucchero muscovado 60 g
  • zucchero semolato 60 g
  • Sale 1/2 cucchiaino
  • Pasta Madre (rinfrescata 3 giorni prima) 180 g

Per la sfogliatura:

  • Burro sciolto 70 g

Per spennellare prima della cottura:

  • latte

Prima di tutto ho messo nel boccale la Pasta Madre a pezzetti nel latte e acqua.

Poi tutti gli altri ingredienti tenendo il burro per ultimo, e inserendolo con il gancio.

Stavolta ho impastato di sera e dopo un’ora ho messo in frigo, per poi rimettere a temperatura ambiente un’oretta.

Ho fatto la sfogliatura come per le baguette sfogliate, poi dopo la pausa frigo ho steso e spennellato con il frigo rimasto, tagliato in tre pezzi e farcito con marmellata, gocce e scaglie di cioccolato

Baguette dolci sfogliate_1

Baguette dolci sfogliate_2

Baguette dolci sfogliate_3

eccole al momento della cottura

Baguette dolci sfogliate_4

Baguette dolci sfogliate_5

eccole cotte

Baguette dolci sfogliate_6

Baguette dolci sfogliate_7

Baguette dolci sfogliate_8

Baguette dolci sfogliate_9

Baguette dolci sfogliate_10

e le sezioni

scaglie cioccolato

Baguette dolci sfogliate_11

marmellata

Baguette dolci sfogliate_12

gocce cioccolato

Baguette dolci sfogliate_13

Baguette dolci sfogliate_14

Baguette dolci sfogliate_15

Baguette sfogliate

Conoscete bene la mia sfegatata passione per Pinterest, e anche grazie al mio recente viaggio a Parigi ho creato un’apposita bacheca di Cucina Francese in cui ho salvato questo pin.

Le foto mi piacevano moltissimo, e cosi’ alla prima occasione ho rinfrescato la Mariarosa e dopo 3 ore circa ho impastato convertendo la ricetta.

Mi piaceva moltissimo l’idea del pane sfogliato con il burro, le calorie………… dimentichiamocele che e’ meglio!!!

Ho quindi usato:

  • Farina per grandi lievitati 420 g
  • Latte fresco intero 140 g
  • Acqua 65 g
  • Burro 35 g
  • 1 uovo intero
  • Zucchero muscovado 1 cucchiaio raso
  • Sale 1 cucchiaino
  • Pasta Madre rinfrescata 180 g
  • Per la sfogliatura:
  • Burro sciolto 70 g

Per spennellare prima della cottura:

  • latte
  • semi di sesamo

Prima di tutto ho messo nel boccale la Pasta Madre a pezzetti nel latte e acqua.

Poi tutti gli altri ingredienti tenendo il burro per ultimo, e inserendolo con il gancio.

Ecco l’impasto alla fine della lavorazione

Baguette sfogliate_1

Ho fatto riposare un’oretta nel boccale coperto, poi steso a rettangolo sul tavolo.

Ho nel frattempo sciolto il burro, l’ho spennellato e fatta la piega all’impasto

Baguette sfogliate_2

Baguette sfogliate_3

Baguette sfogliate_4

Ho quindi coperto con pellicola, posato su un tagliere e messo in frigo per un’oretta.

Ho quindi rimesso sul tavolo, steso a mattarello a rettangolo (tenete conto che la lunghezza dovra’ essere pari a tre baguette in fila) e poi spennellato con il burro nuovamente sciolto.

Non temete che il burro esca perche’ l’impasto e’ freddo e un velo di burro si solidifica quanto basta da non uscire.

Il rettangolo va quindi arrotolato e tagliato in tre pezzi, che ho adagiato sulla carta forno e sulla teglia apposita.

Baguette sfogliate_5

Ho coperto con pellicola e lasciato a temperatura ambiente, ma siccome era tanto caldo ad un certo punto quando le ho viste belle cresciute le ho messe in frigo.

Quando ho avuto il coraggio di accendere il forno le ho scoperte, spennellate di latte, cosparse di semi e incise; ho purtroppo inciso troppo poco, la prossima volta saro’ piu’ decisa!

Baguette sfogliate_6

Baguette sfogliate_7

Ho quindi cotto nell’f1 a 180°C cielo e platea, coprendo con alluminio ameta’ cottura

Baguette sfogliate_8

Cottura totale 30′

Baguette sfogliate_9

Baguette sfogliate_10

Baguette sfogliate_11

Baguette sfogliate_12

Baguette sfogliate_13

Baguette sfogliate_14

Baguette sfogliate_15

Baguette sfogliate_16

 

E le ho rifatte a distanza di una settimana, uniche varianti la pm rinfrescata due volte per fare un grande lievitato (che oggi postero’) e semini misti e una senza per mio figlio piccolo che rompe….

A mio modesto parere hanno giovato delle modifiche 🙂

Baguette Sfogliate_1

Baguette Sfogliate_2

Baguette Sfogliate_3

Baguette Sfogliate_4

 

Gelato allo yogurt gusto stracciatella – senza panna

Dunque, a casa mia lo yogurt va sempre alla grande.

A mio marito preparo tutte le settimane lo Yogurt al Caffe’ e la ricetta e’ bella che consolidata.

I bambini sono moooooooooooooooolto piu’ delicatini, Guglielmo soprattutto; fatto sta che il medico dice che ne deve mangiare almeno due al giorno e lui opta per quello gusto stracciatella.

Ne compro un vaso da mezzo kg e lui dice che non gli piace!

E adesso? Torta allo yogurt ma devono ancora finire la cheesecake in frigo e quindi opto per un gelato allo yogurt gusto stracciatella!

Sono andata a intuito per le dosi ed e’ andata benissimo gia’ dalla prima volta, meno male me le ero annotate!

Quindi ho usato:

  • Latte intero fresco 200 g
  • farina di semi di carrube 5 g
  • destrosio 30 g
  • Yogurt gusto stracciatella 500 g
  • Yogurt Bianco intero (non dolce) 300 g
  • gocce di cioccolato una manciata

Chiaramente poco destrosio perche’ lo yogurt alla stracciatella e’ gia’ dolce di suo, e vi faccio notare NIENTE PANNA!

Ho scaldato meta’ quantitativo di latte, ho sciolto bene la farina di semi di carrube mescolando bene poi con la frusta a mano.

Ho quindi aggiunto il latte freddo che mi ha aiutato a raffreddare il tutto, e poi destrosio e gli yogurt.

Poi cioccolato.

Ho mescolato bene con la frusta e messo in frigo qualche ora.

In gelatiera del  Kenwood, eccolo

Gelato allo yogurt stracciatella_1

Gelato allo yogurt stracciatella_2

Responsi: Guglielmo ha detto che non gli piace (si sentiva l’acidulo dello yogurt, se avete bimbi schizzinosi aumentate il destrosio), Matteo ha detto squisito ne ha preso due volte e ne voleva ancora, a me e’ piaciuto ma la prossima volta mettero’ il cioccolato in scaglie, mi hanno dato noia le gocce cosi’ grosse.

Gelato Pesche e amaretti

Come sapete per ora ho solo la gelatiera ad accumulo del Kenwood, funziona bene pero’ si prepara un gelato alla volta e poi bisogna rimettere il cestello in congelatore.

Motivo in piu’ per scegliere con attenzione il gusto da preparare!

Sono andata sul sito di Jo Pistacchio e ho trovato questa ricetta che mi pareva veramente golosa, e si e’ rivelata tale!

Ho apportato solo delle piccole variazioni sul tipo di addensante usando la piu’ comune farina di semi di carrube rispetto all’alginato (che ho in casa ma che preferisco utilizzare per la cucina molecolare), poi ho usato i mini amaretti e ne ho anche aggiunti sopra, e non avevo l’amaretto di saronno ma un altro liquore alla mandorla.

Quindi ho utilizzato:

  • latte intero 440 g
  • panna 120 g
  • pesche gialle 275 g
  • zucchero 150 g
  • farina di semi di carrube 5 g
  • amaretti mini 75 g piu’ un paio di manciate sopra
  • liquore all’amaretto 15 g
  • glucosio 15 g

Le pesche non erano mature mature, credo sarebbe venuto ancora meglio se lo fossero state ma comunque ha raccolto commenti entusiasti.

Come da indicazioni ho lavato molto bene le pesche (con il bicarbonato Solvay) e le ho frullate con il frullatore ad immersione.

Ho scaldato latte e panna, poi ho aggiunto il glucosio  e lo zucchero e anche la farina di semi di carrube (che appunto va attivata col calore).

Ho quindi versato nel boccale del frullatore del Kenwood e azionato, quando era diventato tiepido ho aggiunto le pesche e quindi il liquore e gli amaretti.

L’ho lasciato in frigo qualche ora e poi versato nella gelatiera il tempo necessario

gelato pesche e amaretti