Khachapuri – pane georgiano Torta senza cottura budino e biscotti Pancavolo viola Bagel

28 Maggio 2020

Pancavolo viola

27 Maggio 2020

Bagel

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Khachapuri – pane georgiano

Khachapuri - Pane Georgiano cotto, con tuorlo intero al centro

Devo dare il merito di avermi parlato di questo Khachapuri – Pane Georgiano al mio amico Giorgio.

Dopo aver visto le foto delle mie Fruste di pizza lievitate mi ha scritto che esteticamente gli avevano ricordato questa delizia.

Ovviamente mi sono incuriosita, ho fatto parecchie ricerche on line e alla fine ho scelto il sito www.theworldwasherefirst.com e ho seguito la ricetta modificandola un po’ nelle dosi (farina e lievito) e per quanto riguarda ovviamente i formaggi utilizzati nel ripieno.

La storia

Il Khachapuri – Pane Georgiano e’ una sorta di pane-pizza parecchio condito che viene preparato in varie regioni della Georgia.

Se non ho capito male questa somiglia di piu’ alla versione Acharuli che prevede un ripieno di formaggio e uovo con il ripieno a vista; e’ il piatto tipico preparato in onore di Santa Barbara (il 17 dicembre) con ovviamente varie versioni di ripieno.

Le dosi

Io ho impastato per farne 4, vi dico subito che sono grandi grandissimi e super conditi quindi ai miei tre uomini ne sono bastati due per cena; gli altri due li ho messi in congelatore e ne sono usciti perfetti.

Gli ingredienti

Gli ingredienti per il Khachapuri – Pane Georgiano sono vari, e vanno necessariamente differenziati fra impasto, ripieno, e spennellatura.

Ingredienti per l’impasto per 4 pezzi:

  • acqua 100 g
  • zucchero semolato 1 cucchiaino
  • lievito di birra fresco 15 grammi
  • farina (io tipo 1 media forza) 700 grammi + 2 cucchiai colmi
  • sale 1 cucchiaino
  • uova intere 4
  • kefir di latte (se non ce l’avete usate yogurt) 180 grammi
  • olio di mais 60 grammi

Ingredienti per il ripieno:

  • formaggio e formaggio ma quale? Io li ho preparati durante il lockdown per il Coronavirus quindi ho ovviamente utilizzato quello che avevo in casa ossia Emmenthaler e mozzarella. Consiglierei una sorta di formaggio ‘a pasta dura’ per riempire i cornicioni e uno filante per riempire la parte esposta. Io ho usato in tutto due mozzarelle e circa 400 grammi di Emmenthaler. A piacere abbondate molto di formaggio.

Per spennellare:

  • 1 tuorlo battuto con poca acqua

Una volta sfornato:

  • passare una noce di burro (io me ne sono dimenticata)

Lavorazione

Dopo aver impastato ho messo a lievitare al raddoppio, quindi ho diviso in 4 pezzi e lavorato ogni Khachapuri – Pane Georgiano in questo modo:

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e con due strisce di formaggio lungo i lati lunghi

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e con due strisce di formaggio lungo i lati lunghi. Un lato ripiegato sul formaggio.

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e con due strisce di formaggio lungo i lati lunghi. Entrambi i lati ripiegati sul formaggio.

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e richiuso con la classica forma

Impasto per il Khachapuri - pane georgiano steso sul piano di lavoro e richiuso con la classica forma, ripieno di formaggio

Ho fatto anche un breve video e caricato sul mio canale

Cottura

Ho preriscaldato la refrattaria nel forno a 220°C, statico.

Ho quindi infornato il Khachapuri – pane georgiano due pezzi alla volta dopo averli spennellati.

Ho cotto per 25′ poi ho estratto e ho depositato un tuorlo in mezzo a ciascun pezzo.

Credete questo e’ il momento in assoluto piu’ critico ahahahahaha ne ho rotti tre prima di riuscire a mantenere intero il quarto!

A questo punto vanno reinfornati nuovamente per cuocere l’uovo.

Per quanto tempo? Dipende da voi.

Io ho il terrore dell’uovo crudo e ho fatto 5′.

In uscita andrebbero spennellati con burro che andrebbe lasciato sciogliere nel lago di formaggio sciolto…………..Gnam!

I risultati

Due Khachapuri - pane georgiano cotti, appoggiati su un tagliere di legno

Due Khachapuri - pane georgiano cotti, appoggiati su un tagliere di legno e inquadrati di sbieco

Particolare del Khachapuri - pane georgiano cotto con l'uovo

Particolare del Khachapuri - pane georgiano cotto con l'uovo e il formaggio fuso

La sezione

Sezione del Khachapuri - pane georgiano, con particolare del cornicione ripieno di formaggio

E finalmente quello con l’uovo intero!

Khachapuri - pane georgiano cotto con tuorlo intero al centro

 

 

 

Torta senza cottura budino e biscotti

Torta senza cottura budino e biscotti inquadrata di sbieco

La Torta senza cottura budino e biscotti e’ un modo super goloso di preparare un dolce in modo semplice e senza accendere il forno, i bambini ne andranno pazzi!

E’ l’ideale quando fa caldo dato che si mangia fredda: e’ il classico dolce che potrei definire ‘massimo rendimento con il minimo sforzo’.

Per l’occasione ho scelto pero’ un budino goloso, un po’ diverso dal solito e ho trovato quello che cercato sul sito de Il Cucchiaio d’Argento (ovviamente l’ho modificato un po’ a mio gusto).

Di cosa avete bisogno

Per il budino:

  • latte 1 litro
  • cioccolato fondente 100 grammi
  • zucchero 80 grammi
  • burro 100 grammi
  • farina 00 80 grammi
  • cacao amaro in polvere 20 grammi

Inoltre

  • un pacco di biscotti Oro Saiwa
  • latte qb per bagnare i biscotti

Per completarla:

  • a piacere cacao amaro e zucchero a velo

Io ho usato una pirofila che misura 17×30 cm.

Preparazione

Ho messo a scaldare il latte, nel frattempo in una pentola grande ho sciolto burro con lo zucchero poi ho aggiunto la farina e il cacao.

Si creera’ una cremina densa che ho allungato con il latte un po’ alla volta.

Arrivato a bollitura continuando a mescolare dopo 5′ sara’ perfetto, ho quindi aggiunto il cioccolato fondente fuori dal fuoco.

Assemblaggio della Torta senza cottura budino e biscotti

Semplicemente si intinge un biscotto alla volta nel latte e si crea uno strato il piu’ possibile privo di buchi fra un biscotto e l’altro, quindi con un cucchiaio grande si spalma il budino in uno strato sottile e si ricomincia.

Torta senza cottura budino e biscotti in preparazione, con il budino spalmato su metà della superficie

Torta senza cottura budino e biscotti in preparazione

In questa pirofila di queste misure ho fatto 6 strati, terminando con uno strato di biscotti che ho decorato con del cacao amaro e zucchero a velo.

Torta senza cottura budino e biscotti completata e inquadrata da sopra

Torta senza cottura budino e biscotti completata e inquadrata di sbieco

Torta senza cottura budino e biscotti completata e inquadrata da lato

Consigli di conservazione

Ovviamente avendo del latte va conservata in frigo, dove si compattera’ e permettera’ di tagliare delle belle fette compatte ma belle alte.

Fetta di Torta senza cottura budino e biscotti

 

 

 

Pancavolo viola

Filone di pane pancavolo viola intero appoggiato su un tagliere e inquadrato dall'alto

Uhhhhhhhhhhhhhhh quanto sono soddisfatta!

Stavolta un pane bello colorato che ho ribattezzato Pancavolo viola!

Sapete bene quanto mi piaccia preparare pane e pizze colorati ma la difficolta’ e’ sempre mantenere dopo la cottura le colorazioni ottenute naturalmente con fiori, frutta o verdura.

Ci sono riuscita con successo con il Pane Blu, con la teglia Barbarapa‘… Di certo non mi fermero’ qui.

Stavolta ho deciso di tentare l’utilizzo del cavolo cappuccio viola, consultandomi col mio amico Francesco ho optato per estrarlo a freddo e utilizzare il ‘succo’ insieme all’acqua per fare un pane: cosi’ e’ nato il Pancavolo viola.

Sono rimasta piacevolmente colpita dalla tenuta del colore internamente, e dal colore splendido raggiunto sulla superficie.

Il sapore e’ piacevolmente tendente all’ortaggio ma non puzza assolutamente di cavolo, prudenzialmente ho aggiunto un po’ di preparato per pure’ all’impasto per assorbire e credo abbia funzionato.

Ricetta

Questo e’ un pane ad idratazione 73%, preparato la mattina per la cottura nel pomeriggio del giorno successivo (ho impastato alle 11.00 del mattino e alle 19.00 ho messo il cestino del pane in frigo, poi vi spiego meglio le tempistiche).

  • farina Dallagiovanna Uniqua Blu (e’ una farina tipo 1 molto forte) 330 grammi
  • farina integrale media forza 200 grammi
  • preparato per pure’ 3 cucchiai rasi
  • estratto di cavolo cappuccio rosso 190 grammi (dopo l’estrazione l’ho ristretto un po’ sul fuoco e poi raffreddato in frigo)
  • acqua fredda da frigo 167 grammi
  • Lievito Naturale Liquido (prelevato direttamente dal frigo) 100 grammi
  • Malto diastasico 6 grammi
  • Germe di grano 6 grammi
  • sale 14 grammi

Impastamento

Ho usato la spirale, al solito tutti i solidi e il lievito con tre quarti dei liquidi, e il rimanente a filo.

Ho incordato bene, una piega e pirlatura e via a lievitare in un contenitore chiuso.

Dopo tre ore era cosi’

Impasto del Pancavolo viola lievitato, posato sul tagliere di legno con un po' di farina intorno

Lavorazione

Ho quindi proceduto con le pieghe a tre, tre volte a 30′ una dall’altra.

Dopo 30′ ho fatto la preformatura, e dopo 40′ ho formato e messo nel cestino di lievitazione.

Impasto pancavolo chiuso nel cestino da lievitazione

Ho quindi lasciato a temperatura ambiente fino alle 19.00 (avevo impastato alle 11.00);

il giorno dopo ho anticipato un po’ la cottura rispetto alle 19.00 previste perche’ il pane pareva gia’ bello pronto e perche’ alle 19.00 dovevo accendere il forno per le pizze ahahahahahah

Taglio del pane

Ho caricato il video del taglio del Pancavolo Viola, stavolta ho fatto una cosa un po’ diversa dal mio solito

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Cottura

Ho al solito preriscaldato la pentola di ghisa nel forno alla massima temperatura per 40′.

Al termine del tempo ho inciso il pane, l’ho calato nella pentola e chiuso il coperchio, quindi cotto:

  • 15′ a 220°C con coperchio
  • 10′ a 220°C senza coperchio
  • 10′ a 200°C
  • 10′ a 180°C fuori dalla pentola
  • 10′ a 160°C
  • 10′ a 160°C a forno sfessurato

Risultato

Il pane uscito mi ha lasciata sbigottita!

Per i miei gusti uno dei migliori che abbia mai fatto: si è aperto meravigliosamente, la crosta esterna ha un colore splendido che non avevo mai raggiunto prima, l’interno e’ soffice e arioso e soprattutto e’ deliziosamente viola!

Pancavolo viola appena sfornato, adagiato su un canovaccio color corda

Pancavolo viola appena sfornato inquadrato lateralmente, adagiato su un canovaccio color corda

Particolare del Pancavolo viola appena sfornato inquadrato lateralmente

Particolare della lievitazione del Pancavolo viola

Pancavolo viola posato su un tagliere di legno, inquadrato dall'alto

Particolare dell'apertura dei tagli del pane

Particolare del colore della crosta del pane

Particolare del colore della crosta del pancavolo viola

E non ho resistito a tagliarlo!

Pancavolo viola tagliato a metà, particolare delle sezioni

Pancavolo viola tagliato a metà, particolare delle sezioni affettate

Pancavolo viola affettato, le due meta' affiancate

Una meta' di Pancavolo viola

L'altra meta' di Pancavolo viola

Posso aggiungere altro?

Felicita’!!! 😀

 

 

 

 

 

Bagel

Primo piano di un bagel farcito con formaggio spalmabile, insalata e salmone affumicato

Vi presento i miei Bagel perfetti, orgogliosamente frutto della mia esperienza con gli impasti e del mio sesto senso in cucina: grazie al mio tutorial con trucchetto riuscirete a farli perfetti!

Saranno una soluzione perfetta per una cena in famiglia o per un buffet con amici, vi assicuro che farete un figurone!

I Bagel sono dei panini di origine ebraica, diffusi in tutto il mondo dagli emigrati e corretti e modificati di paese in paese (i Bretzel sono una versione modificata dei Bagel, anch’essi bolliti ma in acqua e soda/bicarbonato).

Io li ho assaggiati per la prima volta a Parigi, dove li vendono infilati tutti nei paletti di legno e farciti al momento a piacere.

Io li ho serviti a tavola con i condimenti a parte, cosi’ ognuno lo prepara come preferisce.

La prima volta li ho farciti con quello che avevo a casa (siamo ancora in periodo di Coronavirus, la spesa la faccio una volta alla settimana e non sarei uscita apposta!), la seconda volta avevo comprato l’insalata fresca, il salmone affumicato e il formaggio spalmabile e li ho semplicemente tolti dal congelatore.

In questo modo abbiamo avuto modo di testare la riuscita dopo il congelamento nel frigo di casa.

La ricetta

Devo ammettere di essere particolarmente orgogliosa di questa ricetta: ho iniziato a seguire le dosi segnate su una rivista ed erano completamente sbagliate!

Ho respirato profondamente e l’ho aggiustata a naso finche’ la stavo preparando, e sempre ad istinto ho trovato un trucchetto per mantenerli bellissimi dopo la bollitura e prima della cottura in forno.

Vorrei sottolineare anche un paio di bizzarrie: la farina usata (per una lievitazione in giornata) e’ una manitoba, quindi una farina forte, questo perche’ la consistenza che hanno e’ particolare e quindi serve proprio quella!

La seconda bizzarria e’ che vanno bolliti (in acqua e zucchero) e in quel momento diventano enormi! Poi vi svelo il trucchetto per mantenerli gonfi anche dopo la bollitura 😉

Gli ingredienti (per circa 25 bagel da 40 g l’uno)

  • farina Manitoba 600 g
  • zucchero di canna 4 cucchiai
  • lievito di birra fresco 12 g
  • latte fresco 200 g
  • acqua 115 g
  • olio di semi di mais 60 g
  • sale 10 g

Inoltre vi serviranno:

  • semi vari da attaccare sopra (io sesamo nero, bianco, papavero)
  • 1 tuorlo mescolato con poco latte per spennellare
  • una pentola larga piena di acqua con 1 cucchiaio di zucchero

Procedimento

Io ho impastato in spirale, olio alla fine (ho aggiustato la ricetta a naso ma la prossima volta mettero’ dentro tutti gli ingredienti, e olio in impasto gia’ incordato).

Quindi ho messo a riposare l’impasto, una volta raddoppiato o quasi (dipende dai gradi che avete in casa) ho fatto tante palline da 40 grammi (lavorandole come fossero piccoli panini, o palline per la pizza).

Le ho fatte ulteriormente riposare una ventina di minuti e quindi le ho bucate!

Ho pensato di fare un video per farvi vedere come e quanto, e come l’impasto reagisce alla bucatura

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I Bagel cosi’ forati vanno lasciati in teglia 1 oretta.

Bagel appena forati, ancora crudi

Quindi ho preparato la pentola piena di acqua con un cucchiaio di zucchero, mi raccomando deve essere molto larga perchè bollendo diventano enormi!

Finche’ l’acqua si scalda ho battuto tuorlo e latte, preparato il pennello di silicone e i semini, e le teglie su cui depositare i Bagel dopo la bollitura.

Bollitura

I Bagel vanno bolliti 1′ per parte, girandoli con un mestolo forato.

Bagel in fase di bollitura, in pentola con acqua e zucchero

Trucchetto dopo la bollitura

Ho notato dopo i primi pezzi che uscivano belli gonfi dalla pentola ma una volta posati in teglia tendevano a ‘sgonfiarsi’ e raggrinzire.

Volete sapere il trucchetto che ho escogitato per mantenerli gonfi e senza pieghe?

Ho visto che il procedimento perfetto e’:

  1. bollitura completa (1′ per lato)
  2. scolatura veloce e posizionamento sulla teglia per la cottura in forno
  3. IMMEDIATO spennellamento generoso su tutta la superficie con uovo e latte
  4. spolveramento con i semini
  5. cottura a teglia riempita

Ecco un Bagel pronto per la cottura.

Bagel dopo bollitura, gia' spennellato e cosparso di semi di sesamo

Cottura

Ho cotto nel forno di casa preriscaldato a 220°C statico per 17 minuti circa.

Vengono belli bruniti grazie allo zucchero nell’acqua di bollitura, tutto normale 😀

Eccone uno, giusto per farvi capire quanto grande sia nonostante i 40 grammi di impasto

Bagel inquadrato dall'alto posato sul palmo della mano

Ora metto le mille foto che ho fatto, ne sono davvero orgogliosa 😀

Bagel cotto con semi di sesamo, posato in diagonale

Tanti bagel con semi di sesamo, posati su un canovaccio

Tre bagel su un vassoio, con sopra semi di papavero, semi di sesamo nero e nulla

 

 

Eccoli tagliati e farciti

Un Bagel tagliato a meta' e posato su un piccolo vassoio di legno

Eccolo farcito con cime di rapa e provola di bufala non affumicata.

Bagel farcito, posato su un piccolo vassoio di legno, inquadrato dall'alto

Bagel con semi di sesamo, farcito con cime di rapa e provola di bufala non affumicata

Sezione di Bagel con semi di sesamo nero, farcito con cime di rapa e provola di bufala non affumicata

Questi con farcitura piu’ ‘tradizionale’: formaggio spalmabile, insalata, salmone affumicato

Due bagel su un vassoio, farciti con formaggio spalmabile, insalata e salmone affumicato

Un bagel su un vassoio, farcito con formaggio spalmabile, insalata e salmone affumicato

Un bagel con sesamo nero su un vassoio, farcito con formaggio spalmabile, insalata e salmone affumicato

Contentissima della gran riuscita di una ricetta sistemata in corso d’opera!

Li rifaro’ spesso, anche perche’ dopo il congelatore risultano come appena fatti.

Ovviamente arrivera’ anche la versione con il Lievito Naturale.

 

 

 

Fruste di pizza lievitate

Fruste lievitate cotte e inquadrate dall'alto

Le Fruste di pizza lievitate sono una variante divertente e golosa per utilizzare un impasto per pizza ad alta idratazione (queste sono un 71%).

Ho preso ispirazione da un quaderno di Alice e una ricetta di Antonino Esposito e poi al solito sono partita con le mie gestioni molto personalizzate degli impasti!

Ho voluto fare comunque tutto come potrebbe farlo chiunque, quindi: planetaria (ma con un buon braccio si fa a mano), lievito di birra e forno di casa.

In quarantena ho usato gli ingredienti che avevo in casa per farcire, ossia Emmenthaler a cubetti, pancetta, mozzarella (sia in cottura che in uscita), olive (sia in cottura che in uscita), fondi di carciofo (spadellati con acqua olio e aglio), e passata rustica della Petti.

Si tratta di una ricetta piuttosto semplice, che si prepara la mattina per la sera.

Con le dosi ne ho preparate 4, vi consiglierei di moltiplicare e stare un po’ abbondanti…. Sono troppo buone 🙂

Impasto per 4 Fruste di pizza Lievitate

Ingredienti con il Lievito di Birra fresco:

  • Farina 0 (multiuso, normale da supermercato) 700 g
  • Acqua (io fredda da frigo) 500 g
  • sale 20
  • Lievito di Birra fresco 2 g
  • Olio extravergine di oliva 30

A meta’ mattinata ho impastato ed incordato, quindi messo a riposare in un contenitore chiuso.

In realta’ poi mi sono accorta che stava lievitando velocemente quindi dopopranzo ho messo in frigo.

Formatura delle Fruste di pizza Lievitate

Intorno alle 17.30 me lo sono ricordato ahahahahahahah quindi l’ho tolto dal frigo, porzionato in 4 pezzi (da circa 307 grammi l’uno) e li ho arrotondati piano piano perche’ erano gia’ ovviamente molto lievitati e avrei fatto uscire tutti i gasi di lievitazione.

Ho quindi acceso il forno funzione pizza alla massima temperatura (parte ventilato) con dentro la refrattaria a meta’ altezza.

Dopo una mezz’oretta di riposo li ho stesi come da video che ho caricato su YouTube

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Ecco la prima stesa, farcita e richiusa, in attesa di essere rigirata.

Ed ecco le prime due girate, incise, e richiuse un po’ al centro (nel video non si vede, scusate)

Ho spennellato di olio e acqua e infornato con il tappetino (e’ fatto apposta per reggere temperature molto alte) direttamente sulla refrattaria (avevo misurato la temperatura prima di infornare e misurava 260°C.

Cottura delle Fruste di pizza Lievitate

Ho cotto col forno al massimo 15′ ventilato e 5 statico.

Ho ottenuto un risultato francamente favoloso!

In uscita ho completato inserendo qualche altro ingrediente a freddo all’interno delle aperture.

Ed eccovi le foto, comprese le sezioni… Non sono estremamente appetitose???????????

Fruste lievitate cotte e inquadrate dall'alto

Fruste lievitate cotte e posate sul tagliere

Fruste lievitate cotte e inquadrate in scorcio sul tagliere

Frusta Lievitata tagliata in due pezzi, particolare delle sezioni

Frusta Lievitata tagliata, particolare della sezione

 

 

 

Crostata al cacao e crema di fragole

Questa crostata al cacao e crema di fragole e’ nata dall’esigenza di consumare delle fragole non esattamente entusiasmanti.

In quarantena ho avuto modo di leggere e segnarmi tante ricette fra cui quella di questa crema di fragole senza uova ne’ latte (grazie ai Quaderni di Alice Cucina).

Volendo ideare un connubio che esaltasse al massimo le fragole ma rimanendo sempre in un ambito di torta casalinga ho optato per una frolla al cacao, cotta nella tortiera microforata che aiuta moltissimo una cottura perfetta ed uniforme, anche come in questo caso con tanto di crema al suo interno.

In pratica la crema va preparata a parte, finche’ si intiepidisce si toglie la frolla dal frigo e la si stende nella tortiera e poi si riempie con la crema.

Ingredienti della frolla al cacao

Un impasto direi classico:

  • farina (00 o comunque multiuso) 500 g
  • cacao amaro in polvere 100 g
  • burro freddo 260 g
  • zucchero semolato 160 g
  • 4 uova intere
  • aromi (vaniglia)
  • sale un pizzico

In planetaria: tutto dentro (burro a pezzetti), frusta K e via finche’ non diventa una massa unica.

A mano: impastare poco senza scaldare il burro.

Nel robot da cucina: massima velocita’ appena si raccoglie a palla togliere.

Dopo la preparazione, in frigo almeno 30′.

Preparazione della Crema di fragole

Attenzione: non crema CON fragole ma DI fragole! Niente uova ne’ latte.

Ingredienti:

  • Fragole 500 g
  • Acqua 250 g + 2 cucchiai
  • Zucchero semolato 125 g
  • Maizena 50 g
  • Limone scorza

Ho lavato e tolto il picciolo alle fragole, tagliate in pezzi e frullate con l’acqua.

Quindi ho versato in una pentola e aggiunto lo zucchero, a parte ho sciolto la maizena con due cucchiai di acqua e un po’ di fragole frullate e poi ho unito tutto, compreso l’aroma.

Ho messo sul fuoco e addensato.

Preparazione Crostata al cacao e crema di fragole

Ho steso a mezzo cm circa la frolla e ho ricoperto la tortiera, quindi ho versato la crema ormai intiepidita.

Vedete mi e’ avanzata parecchia frolla ma recuperare quella non e’ mai un problema!

Ho preparato una teglia di biscotti, anche con l’intenzione di ornare un po’ la torta una volta cotta piu’ che altro perche’ non ero certa la crema avrebbe retto altra pasta in cottura.

Ho cotto la Crostata al cacao e crema di fragole a 180°C forno gia’ caldo per 30′.

Eccola cotta e decorata:

e la fetta

Cosa posso aggiungere?

L’abbinamento tra frolla al cacao e crema di fragole si e’ rivelato azzeccato e la crema di fragole mi ha soddisfatto molto, sicuramente la utilizzero’ in altre vesti questa estate (non dimentichiamoci che e’ anche vegana 🙂 )

 

 

 

Scaccia Ragusana

La Scaccia o Scacciata Ragusana rappresenta uno dei piatti tipici della tradizione culinaria siciliana.

E che c’entro io, veneta, con la Sicilia? Effettivamente nulla, ma non e’ che posso fare solo piatti del nord Italia, giusto???

Sicuramente qualche siciliano doc notera’ qualche imperfezione, anzi grazie se qualcuno vorra’ darmi qualche dritta per la prossima volta, perche’ dalla voracita’ con la quale se le sono divorate prevedo parecchie altre volte!

L’impasto per 2 pezzi di Scaccia Ragusana

Si tratta di un impasto poco idratato da stendere a mattarello, io ho trovato la ricetta su I Quaderni di Alice cucina e fanno utilizzare tutta semola.

In particolare per la prima esecuzione ho seguito la ricetta usando il Lievito di Birra fresco, magari le prossime volte usero’ il lievito naturale; in ogni caso metto le tre versioni.

Ingredienti con Lievito di Birra fresco:

  • Semola di grano duro rimacinata 500 g
  • acqua 300 g
  • Lievito di Birra fresco 3 g
  • sale 10
  • Olio extravergine di oliva 1 cucchiaio

Ingredienti con Pasta Madre Solida:

  • Semola di grano duro rimacinata 480 g
  • acqua 290 g
  • Pasta Madre Solida 30 g
  • sale 10
  • Olio extravergine di oliva 1 cucchiaio

Ingredienti con Lievito Naturale Liquido (Licoli):

  • Semola di grano duro rimacinata 490 g
  • acqua 290 g
  • Lievito Naturale Liquido 20 g
  • sale 10
  • Olio extravergine di oliva 1 cucchiaio

Indipendentemente dal tipo di lievito otterrete un impasto liscio ed elastico da far riposare in un contenitore chiuso per 45′ (usando il lievito naturale raddoppierei i tempi).

Finchè riposa si puo’ preparare il ripieno.

Il ripieno per la Scaccia Ragusana

Stavolta ho fatto una scaccia solo passata di pomodoro (circa 325 grammi) leggermente ristretta in padella con olio e sale, e per l’altra ho appassito una cipolla rossa che ho successivamente cotto nella passata (circa 325 grammi).

Posso aggiungere che puo’ tranquillamente diventare un piatto smaltisci-avanzi, a patto di non inumidire troppo la pasta.

La lavorazione della Scaccia Ragusana

Se vi puo’ fare comodo ho montato un breve video:

Che qui vi rispiego passo passo:

Ho steso a mattarello la pasta a rettangolo e il piu’ sottile possibile

quindi ho distribuito il ripieno lasciando i bordi liberi

quindi ho abbassato i bordi superiori e inferiori e dato una spolverata di ricotta di bufala salata.

quindi ho riunito al centro i lati, e ripiegato tutto su se stesso

quindi le ho forate senza pieta’ con la forchetta.

Eccole entrambe, essenzialmente con e senza la cipolla; le forme diverse sono dovute a tentativi di stendere ulteriormente la pasta il piu’ sottile possibile 🙂

Eccole cotte, 40′ a 200°C

Le ho cotte piu’ minuti rispetto a quelli indicati perche’ ero conscia che si trattava di un impasto piegato e ripiegato con un ripieno umido fra uno strato e l’altro e davvero ottenere una pietanza cruda mi avrebbe schifato parecchio.

Non posso che consigliervele, i ragazzi ne hanno mangiata una prima di mettersi a tavola!!!

Posso aggiungere che e’ buonissima mangiata fredda… Gnam!

 

 

 

Pane integrale con treccia

Questo pane integrale con treccia mi e’ venuto in mente vedendo una foto in un gruppo facebook americano, ma veniva formato diversamente e io tanto per cambiare ho deciso di fare di testa mia.

Per questo pane ho utilizzato tutta farina integrale e solo il mio lievito naturale liquido.

Idrolisi

Per aumentare facilmente l’idratazione ho messo in autolisi la farina con tutta l’acqua della ricetta per tre ore in frigo: cosa significa dal punto di vista pratico fare una cosa simile?

Significa in soldoni sfruttare la capacita’ di assorbimento dell’acqua puntando sul fattore tempo e non impazzire in fase di impastamento, e facendolo in frigo ci permettera’ di impastare partendo da una massa fredda.

Impasto

Dopo quindi queste tre ore ho impastato in spirale:

  • Farina Uniqua rossa (e’ una farina integrale ma piuttosto forte) 565 g
  • (mescolata in precedenza con) Acqua 412 g
  • sale 16 g
  • Lievito Naturale liquido (a tre ore dal rinfresco, al collasso) 106 g
  • Malto diastasico 6 g

Ho impastato, fatte le pieghe e messo a lievitare.

Tre ore dopo ho pesato 100 grammi e messi da parte per la treccia (arrotondato in un piccolo contenitore con coperchio), i rimanenti 1000 grammi li ho lavorati nel seguente modo:

tre pieghe e relative pirlature ogni 10′, formatura (arrotolata) nel cestino di lievitazione.

Dopo  6 ore da quando avevo iniziato ad impastare ho messo il cestino in frigorifero, e anche il contenitore con l’impasto per la treccia, lasciandoli per 24 ore (dalle 19.00 alle 19.00 del giorno successivo).

Due ore prima della cottura ho messo a temperatura ambiente l’impasto per la treccia, l’ho diviso, formato e lasciato coperto sempre a temperatura ambiente.

Quaranta minuti prima delle 19.00 ho messo in forno la pentola di ghisa con tanto di coperchio  accendendendolo al massimo della temperatura.

Formatura e taglio

Alle 19.00 ho tolto l’impasto dal contenitore e preparato come da video caricato sul mio canale

Cotto in pentola chiusa al massimo per 15′, tolto il coperchio e cotto 10′ a 220°, 10′ a 200°, tolto dalla pentola e cotto 10′ a 180°, 10′ a 160° e 10′ a 160° a forno socchiuso.

Ecco il pane integrale con treccia appena tolto dalla pentola

Ed ecco le foto da cotto.

La diversa luce è dovuta alle foto in interno ed in esterno, io non uso filtri 😉

Ancora non l’ho tagliato, non mi aspetto grandi alveolature ma sicuramente grande leggerezza <3

Avere un blog di cucina ai tempi del Coronavirus

Oggi articolo anomalo…. Una riflessione personalissima su cosa significhi per me avere un blog di cucina ai tempi del Coronavirus.

In queste settimane ho attraversato fasi alterne, sono passata da momenti di incredulita’ ad abissi di sconforto.

A fine febbraio ero lanciata nella ricerca del lavoro ed e’ esploso tutto!

E’ praticamente da allora che non apro il pc, inizialmente mi sembrava tutto piu’ importante che scrivere qualche ricetta e avevo addirittura perso entusiasmo nel preparare da mangiare.

Le cose orribili che succedevano (ancora ora, ma speriamo sempre meno) mi facevano sentire piccola piccola, e scrivere sul blog mi pareva la cosa meno utile e sensata.

Piano piano le settimane sono passate, mio figlio piccolo grazie al cielo ha iniziato a seguire le lezioni on line e io mi sono accorta che anche una ricetta puo’ alleggerire le giornate delle persone chiuse in casa.

Un po’ per necessita’ e un po’ per svago le persone si stanno avvicinando alla cucina, chi lo fa meglio e chi peggio ma fornire qualche ricettina semplice mi ha reso delle reazioni immediate su facebook e mi ha spinta a tornare a scrivere.

In questo periodo non faro’ cose strabilianti, non mi avventurero’ in esperimenti arditi, usero’ quello che ho in casa e che voi potete avere in casa.

Se non doveste avere il determinato ingrediente semplicemente inseritelo nella prossima spesa, nel blog la ricetta rimarra’ sempre e potrete consultarla a piacimento 🙂

Un occhio particolare al riciclo e all’utilizzo di ingredienti alternativi, proprio per uscire a fare la spesa ogni 10-14 giorni.

In queste settimane ho cucinato un sacco di cosine buone, iniziero’ dal pane di ieri sera.

Volevo solo farvi sapere che scrivere nel mio piccolo Blog di cucina ai tempi del coronavirus significa sentirmi utile e sperare effettivamente nel mio piccolo di poter fare qualcosa

Bacini

 

Mandorle al cioccolato

Ho trovato la ricetta di queste splendide Mandorle caramellate e ricoperte al cioccolato nel librone gigante di Christophe Felder Patisserie!

Ne ho preparata una dose… errore enorme… Ne vengono troppo poche!!!!!!!!!!!!!!

Le ho portate in ufficio e a Natale a pranzo da mia mamma… chi le ha assaggiate e’ rimasto letteralmente estasiato.

Pubblicare questo articolo e’ assolvere alla promessa fatta ad un mio collega ‘ma la metti la ricetta nel blog in queste vacanze, vero???’

In extremis, ma l’ho messa 😀

Ingredienti

  • mandorle senza buccia 200 grammi
  • sciroppo di zucchero di canna 2 cucchiai (se non ce l’avete preparate in casa uno sciroppo con 5 cl di acqua bollente e 60 grammi di zucchero semolato)
  • cioccolato al latte 200 grammi
  • sale fino 2 pizzichi

Per ricoprirle:

  • zucchero a velo 100 grammi
  • cacao amaro in polvere 25 grammi

Attrezzatura

Avrete bisogno inizialmente di un forno, poi di un microonde per sciogliere il cioccolato (in alternativa potete usare il fornello), e necessiterete anche di ghiaccio per raffreddare il composto in preparazione, o comunque di qualcosa di surgelato su cui appoggiarsi (io ho usato un sacchetto di verdure surgelate e poi le ho cotte!)

Preparazione

Innanzitutto ho mescolato mandorle e sciroppo

Quindi le ho messe in forno preriscaldato a 180°C per 15′

eccole pronte

Quindi le ho fatte raffreddare e le ho messe in un contenitore sopra il ghiaccio.

Ho sciolto il cioccolato al latte e l’ho aggiunto in piu’ riprese alle mandorle, mescolando sempre.

Il ghiaccio aiuta a far rapprendere il cioccolato, e la ciotola va appoggiata e tolta di volta in volta sul ghiaccio ma non essere troppo fredda.

Alla fine saranno cosi’

A questo punto ho aggiunto il sale.

Ho quindi setacciato zucchero a velo e cacao e immerso una ad una le mandorle caramellate e ricoperte al cioccolato.

Le ho regalate confezionandole in graziosi sacchettini.