Privacy Policy
Cestini Mangiatutto SemoFritti Gnocchi alla Romana lievitati Focaccia Bufalacqua

17 luglio 2018

Cestini Mangiatutto

17 luglio 2018

SemoFritti

16 luglio 2018

Focaccia Bufalacqua

Newest

Cestini Mangiatutto

Spettacolo!!!!!!!!!!!!!

Se preparati con qualche accorgimento verranno bene, e si presteranno ad essere riempiti con quello che piu’ vi piace.

Serviti ad un aperitivo o un buffet stupiranno i vostri ospiti e voi farete un figurone magnifico 🙂

Avevo trovato la ricetta sul libro ‘Antipasti sfiziosi’ de Il Cucchiaio d’Argento, la pastella l’ho modificata a mio gusto mentre invece ho sfruttato l’idea!

Per prepararli avete bisogno di:

  • un pentolino fondo per friggere
  • olio di semi di arachidi per friggere
  • stampino leggero di alluminio tipo da baba’
  • pinze da fritti

per la pastella:

  • farina 00 debole 120 g
  • sale un pizzico
  • acqua 200 ml
  • 1 uovo sbattuto

Con le frustine elettriche ho sbattuto farina con il sale e acqua colata a filo, poi l’uovo sbattuto per ultimo.

Ho messo in frigo in un misurino alto e stretto (per 1 ora almeno).

Al momento della cottura inizia il divertimento!

Ho acceso il fuoco sotto il pentolino, e immerso lo stampino nell’olio a riscaldarsi.

Ho misurato col pirometro quando la superficie dello stampino ha raggiunto i 120°C l’ho tenuto con la pinza, svuotato dell’olio dentro, e calato nella pastella ricoprendo tutto intorno.

Se lo stampino ha la temperatura perfetta la pastella si attacca perfettamente, se e’ troppo freddo non si attacca e se invece e’ troppo caldo si cucinera’ nella massa, senza attaccarsi allo stampo.

Sempre con la pinza lo stampo va subito immerso nell’olio e la pastella si stacchera’ allargandosi; deve friggere il tempo di irrigidirsi, a quel punto lo stampo va sfilato e il cestino diventera’ croccante, 2-3 minuti indicativamente.

Non e’ facile che vengano bene, calcolate se ve ne servono molti di moltiplicare le dosi dell’impasto perche’ parecchi verranno rotti o storti!

Nulla vieta comunque di sbriciolarli nell’insalata, non si butta nulla!!!!!!!!!!!

SemoFritti

Ho semplicemente fritto in olio di arachidi i ritagli degli Gnocchi alla romana lievitati.

Mia nonna diceva che fritta e’ buona anche una scarpa (e quanto e’ vero!), ma questi sono davvero favolosi!

Per un aperitivo sono fantastici!

 

Gnocchi alla Romana lievitati

Come mi e’ venuta una simile idea?

Guidando, e ripensando alla bellissima esperienza vissuta a fine Maggio a Igea Marina alla 8° Convention de La Confraternita della Pizza.

Ho avuto modo di scambiare qualche parola con Stefano, il simpaticissimo chef dell’Hotel Globus.

Lui mi diceva che si deve semre inventare qualcosa per non cadere nella noia e nella monotonia, e che infatti pensando a qualcosa di nuovo aveva poi preparato i gnocchi alla romana verdi con gli spinaci.

Una volta tornata a casa e controllando la credenza mi sono trovata un paio di pacchettini di semolino, ma potevo fare dei gnocchi alla romana normali? Certo che no!

Mi e’ tornato in mente Stefano che mi diceva di non adagiarmi nella normalita’ e quindi cosa mi sono inventata? I Gnocchi alla Romana lievitati!!!

Come al solito ricetta inventata su due piedi, la mattina presto del sabato per il pranzo!

Prima di tutto ho miscelato con le frustine elettriche:

  • acqua 400 g
  • semolino 250 g
  • licoli 240 g
  • latte 150

E messo in frigo 1 ora per raffreddare tutto.

Ho quindi impastato in spirale:

  • il primo impasto
  • 2 tuorli
  • farina 0 debole 300 g
  • Polselli Zero tipo 1 250 g
  • sale 20
  • burro 70
  • grana grattuggiato 2 cucchiai
  • noce moscata almeno un paio di cucchiaini
  • pepe a scelta

Al solito grana e burro per ultimi.

Mi hanno chiesto le versioni con gli altri lieviti, percio’:

Versione con Pasta Madre: 360 g di Pasta Madre Solida e 120 grammi di farina in meno nella ricetta.

Versione con Lievito di Birra fresco: direi 4-5 grammi, ma 120 g di farina e 120 g di liquidi in piu’ nella ricetta.

E’ venuto fuori un gran bell’impasto, e in questa stagione il primo impasto freddo ha aiutato moltissimo.

Ho quindi chiuso e messo in contenitore a crescere al calduccio.

Dopo 3 ore abbondanti ho steso, coppato e sistemato con ordine in una teglia di ferro blu

Quindi li ho coperti con pellicola e lasciati crescere

Cosparsi di fiocchetti di burro e grana (potevo pure abbondare un po’ di piu’)

Li ho cotti per 35′ nell’f1 a 180°C (ma ovviamente potete usare il forno di casa).

Cosa vi posso dire? A scelta potete anche colarci sopra in uscita una fonduta di formaggio, o comunque condirli di piu’ di quanto non abbia fatto io.

Il sapore e’ proprio buono, a me la noce moscata in abbinata al semolino in automatico mi rimanda ai gnocchi alla romana, ma qui poi la cosa sorprendente e’ che la consistenza e’ diversa!

Io trovo questa cosa davvero divertentissima!

 

PS i ritagli potete friggerli come ho fatto io

 

 

Focaccia Bufalacqua

Bufalacqua! E’ stata dura decidere un nome che racchiudesse la natura profonda di questa splendida focaccia, ma questo credo funzioni 🙂

Avevo comprato un secchiello di bocconcini di bufala e le stavamo finendo, quindi mi sono ritrovata un bel po’ di acqua di governo.

Mi spiaceva buttarla, era cosi’ profumata…. cosi’ ho pensato di utilizzarla.

Ho preso:

  • acqua di governo delle bufale 650 g
  • farina (Polselli rossa) 650 g

E le ho sbattute bene con la frusta a fili del Kenwood, quindi messo tutto in un contenitore tappato e in frigo dalla sera fino al mattino dopo.

Quindi ho messo nella vasca della spirale:

  • la farina messa in autolisi la sera prima
  • sale 8 g (per fortuna Rita mi ha raccomandato di metterne poco perche’ l’acqua e’ gia’ salata)
  • farina (io Polselli Verde) 300 g
  • olio extravergine di oliva 40 g
  • licoli 300 g

Tenendo per ultimo l’olio.

Ho fatto in tutto 3 step da 10′ l’uno di impastamento, alla velocita’ minima, e quindi poco piu’ di 5′ alzando a 175 e aggiungendo l’olio.

L’impasto era freddissimo e si e’ incordato alla perfezione tanto che ho estratto tutta la massa in un pezzo unico dalla vasca!

Eccola

Dopo una serie di pieghe

Dopo un riposo di 30′ ho stagliato due pezzi da 680 g e uno un po’ piu’ piccolo.

Erano le 8 del mattino o poco piu’. Li ho coperti e lasciati sul tavolo della cucina perche’ dovevo uscire.

Al mio ritorno alle 13 li ho trovati cosi’

E finche’ preriscaldavo l’f1 ho iniziato a sentire cric cric… erano i coperchi che saltavano!

Quindi mi sono affrettata a stendere

Cotte a 350°C in platea (con biscotto) e 250° il cielo (spento dopo poco) per 8′ poi invertito e altri 5′.

Ecco la piccolina

e qualche sezione

Che dire?

Dalle foto si capisce quanto siano venute bene, purtroppo il profumo non si sente.

Chi l’ha assaggiata ha detto ‘favolosa! Super!’, personalmente a me il sapore ha ricordato l’acidita’ dolce tipica del lievito naturale, sicuramente enfatizzata dall’aver usato il licoli.

Torta di mele con panna acida

Ho un debole per le torte di mele, e’ risaputo!

Ma chi non ha un debole per le torte di mele? Sono cosi’ coccole, cosi’ confortanti, e ci ricordano sempre la nonna!

Questa torta e’ deliziosa se mangiata tiepida, ma visto il gran caldo l’ho poi messa in frigo e vi assicuro che una fetta fredda vi sorprendera’!

Preparatevi che durera’ poco, a casa mia l’hanno divorata in men che non si dica.

Avevo trovato tempo fa la ricetta sul sito de La Repubblica, e ho intuito giustamente sarebbe stata una torta fantastica!

Gli ingredienti:

  • panna acida 200 g (la trovate ormai in qualsiasi supermercato, anche con il nome di Creme Fraiche. In alternativa potete unire 100 g di panna a 100 di yogurt e due cucchiaini di succo di limone)
  • 3 uova intere
  • farina 00 per dolci 240 g
  • zucchero semolato 244 g
  • scorza di limone grattuggiata (solo se biologico, altrimenti 7 gocce di olio essenziale di limone)
  • 5 mele (meglio gialle, io ne avevo 3 piccole e una Granny Smith grande ma e’ venuta favolosa lo stesso)
  • lievito per dolci 1 bustina
  • Olio di semi di Mais 110 g
  • Latte 125 g

Ho tagliato le mele a pezzetti e li ho tuffati in acqua e succo di limone per evitare l’ossidazione, poi ho lavorato tutti gli altri ingredienti semplicemente con le frustine elettriche.

Ho quindi imburrato e infarinato una tortiera, versato l’impasto e poi infilati i pezzetti di mela.

Ho quindi spolverato con un po’ di zucchero di canna.

Ho cotto in forno gia’ caldo, programma dolci (ventilato) per 60′ (ma ricordate assolutamente di testare con lo stuzzicadenti al centro per verificare che la torta sia solo umida e non ancora bagnata).

E quindi eccola in tutta la sua maestosita’!

Focaccia dolce alla rosa

Rosa il fiore, ovviamente!

Riuscite ad immaginare cosa significa addentare una focaccia sofficissima, dolce al punto giusto, e che vi lascia un retrogusto fiorito come una dolce rosa appena sbocciata?

Davvero questa focaccia ve ne da la possibilità!

Che fortunate che sono le caprette ahahaha

Avevo questo estratto di rosa in bottiglietta preso da tempo in un negozio di alimenti etnici ma non avevo mai trovato il modo giusto di usarlo.

Ho improvvisato cosi’ un impasto che si e’ rivelato perfettamente azzeccato nel bilanciamento dei sapori e nei profumi: quando ci si avvicina alla fetta calda un dolce aroma fiorito ci inonda le narici ma poi al morso sentiamo in bocca un deciso sentore di rosa, incredibile davvero non c’e’ che dire!

Per una teglia di ferro blu 30×40 cm ho usato (anche ispirata dal fatto che avevo una panna che stava per scadere 😀 )

Con Pasta Madre solida:

  • Farina (io Polselli Verde) 370 g
  • burro 80 g + qualche fiocchetto prima della cottura
  • zucchero semolato 112 g
  • Pasta Madre 90 g
  • Panna fresca 150 g
  • Latte 100 g
  • Acqua di rosa 7 cucchiaini
  • sale 5 g

Con Licoli diventa:

  • Farina (Polselli Verde) 400 g
  • burro 80 g + qualche fiocchetto prima della cottura
  • zucchero semolato 112 g
  • Licoli 60 g
  • Panna fresca 150 g
  • Latte 100 g
  • Acqua di rosa 7 cucchiaini
  • sale 5 g
  • Con Lievito di Birra diventa:
  • Farina (Polselli Verde) 430 g
  • burro 80 g + qualche fiocchetto prima della cottura
  • zucchero semolato 112 g
  • Lievito di Birra fresco 6 g
  • Panna fresca 150 g
  • Latte 130 g
  • Acqua di rosa 7 cucchiaini
  • sale 5 g

Ho lavorato in planetaria principalmente perche’ avevo letto la ricetta su una rivista ma poi l’ho stravolta e temevo di dover regolare di volta in volta gli ingredienti e ho ritenuto fosse, almeno per la prima volta, piu’ semplice farlo in planetaria che in spirale.

Ho messo al solito prima latte e lievito, poi zucchero e panna, sale, farina, acqua di rosa e infine il burro.

Ho incordato bene e messo a lievitare in ciotola, al raddoppio ho steso in teglia e dopo un breve riposo ho affondato le dita nell’impasto e cosparso di fiocchi di burro e zucchero di canna.

Quindi ho cotto nell’f1 a 250°C il cielo e 320°C la platea per 13′ complessivi (girando a meta’ e coprendo con alluminio quando ho visto che scuriva).

Potete quindi cuocerla nel forno di casa senza problemi.

 

e per gustarla al meglio, una cucchiaiata di marmellata di lamponi

Cruffin salati

Dopo il grande successo dei Cruffin ho deciso di tentare una versione salata!

Vi ho gia’ detto quanto mi piace la pasticceria salata, vero?

E’ una sfida: trasformare una delizia dolce in una delizia che deve rimanere comunque buonissima e appagante per il palato pur senza una forte componente dolce che in realta’ diciamocelo chiaro aiuta sempre molto!

Ma io si sa amo le sfide, e sono stata la prima a sorprendermi della sofficita’ dei Cruffin salati!

Personalmente credo che una simile consistenza non l’avessi mai assaggiata prima: hanno la fragranza dei croissant perche’ il burro seppur meno presente si sente bene, ma hanno quel po’ di consistenza in piu’ che al morso e’ piacevolissima.

Una crosticina croccantina e un cuore soffice e dalla consistenza eterea!

Ne ho fatti di due versioni: al formaggio, oppure con i semini misti.

Vi do le tre versioni con lievito di birra, con pasta madre solida o con Licoli (stavolta li ho fatti col Licoli che era fresco di rinfresco 🙂 ).

La ricetta originale con Lievito di birra (io comunque ne metterei meno):

  • farina 400 g
  • latte 150 ml
  • zucchero 30 g
  • 1 uovo
  • olio 20 g
  • acqua 30 ml
  • lievito di birra secco 6 g
  • sale 2 cucchiaini
  • burro 100-150 g per sfogliare

Versione con Pasta Madre Solida:

  • farina medio-forte 280 g
  • latte 60 ml
  • zucchero 30 g
  • 1 uovo
  • olio 20 g
  • acqua 30 ml
  • pasta madre (rinfrescata 2 volte) 180 g
  • sale 2 cucchiaini
  • burro 100-150 g in pomata per sfogliare

Versione con Licoli:

  • farina medio-forte (io Polselli Blu) 340 g
  • latte 60 ml
  • zucchero 30 g
  • 1 uovo
  • olio 20 g
  • acqua 30 ml
  • licoli  (rinfrescata da 4 ore) 120 g
  • sale 2 cucchiaini
  • burro 100-150 g in pomata per sfogliare

Come variante rispetto alle prime volte con i Cruffin dolci, ho fatto riposare i panielli dopo formati fino a che non li ho visti cresciuti (diaciamo un’oretta, una e mezza); la stesura e’ stata cosi’ davvero molto facilitata ho usato solo il mattarello ed e’ stato facilissimo.

Dopo aver spalmato il burro su 3 ho messo il formaggio grattuggiato e su 3 i semini.

Per la formatura e i consigli di arrotolamento vi rimando alla versione dolce.

Ho cotto nel forno di casa gia’ caldo a 200°C per 20′

Quale versione e’ piu’ buona? Eheheheheh a voi l’ardua sentenza! Diciamo che e’ una bella lotta.

A voi la montagna di foto che ho fatto 😀

E il sotto

L’interno

0

 

Pizza Spritz con perle di Aperol

 

Questo e’ il racconto della mia esperienza con La Confraternita della Pizza per il secondo trofeo Apiter della pizza in teglia alla romana.

Sono certa che non sarò in grado di descrivere le emozioni e i sentimenti che mi hanno pervasa in questi giorni, la mia incapacità di scrittrice non me lo permette.
Il primo ringraziamento d’obbligo va a mio marito che si è organizzato e ha gestito i ragazzi permettendomi di stare a Igea dal giovedì al lunedì!
Negli anni questa è diventata ‘la vacanza della mamma’ e in famiglia si autogestiscono ben felici di fare delle cose diverse dal solito.
Stare lì tanti giorni è stato fantastico, finalmente ho rivisto e abbracciato tante persone con cui mi scrivo quotidianamente decine, a volte centinaia di messaggi, ma ovviamente il valore di vedersi dal vivo è impagabile.
Non vi nomino ma siete tutti nel mio cuore.
Bellissimo conoscere dal vivo tante persone che si leggono sul forum, e che magari si era immaginato diversissimi da come sono in realtà!
Al solito fantastici all’Hotel Globus, menzione particolare per ovvi motivi alle cucine 
Gli incontri con i grandi della pizza sono stati strepitosi, ma per me quest’anno c’è stata molta parte pratica.
Per due sere di fila (la prima più della seconda) abbiamo steso farcito e cotto non so più quante pale e teglie, e in certi momenti io e Mimmo ci guardavamo sconsolati!
A casa solitamente abbiamo i nostri materiali, il nostro impasto può essere gestito nelle migliori condizioni etc……. lì invece i tempi si allungavano e i panielli procedevano, le stesure dovevano essere delicatissime ma vista la velocità con cui sono state spazzolate credo che abbiamo fatto un buon lavoro.
Per la gara della domenica mattina il condimento era già deciso da tempo, io sono veneta perciò volevo una pizza della mia terra, che contenesse i prodotti del territorio e fosse portatrice della moda dello Spritz che soprattutto in Veneto imperversa a tutte le età!
A casa avevo fatto una prova di farcitura con amici ed era piaciuta moltissimo, ma certo mettermi a fare gastronomia molecolare appoggiandomi qui e lì in condizioni non ottimali rappresentava un bel rischio perciò avevo nell’evenienza anche dei piccoli shottini dove all’occorrenza avrei versato dei piccoli Spritz se le sfere non fossero venute.

La spiegazione delle perle la trovate QUI.
Il mio impasto per la domenica è stato preparato il venerdì mattina (il giovedì avevo rinfrescato la Mary due volte ma ovviamente il lievito non è stato usato a 4 ore dal secondo rinfresco!);
ho usato la planetaria che era a disposizione perché non so ancora usare la Sunmix, mi pareva che l’impasto fosse venuto discretamente ma si sa con una macchina non propria…….
Ho lavorato per conto mio, con lo staff che osservava non ci fossero terzi incomodi; tuttavia appena iniziato hanno dovuto attaccare la Sunmix da 10 kg allora attacca e stacca le prese…. Mi sono incasinata e ho fatto un’idro che non mi sarei mai azzardata a fare soprattutto in una simile occasione.
Alla fine ho lavorato:
200 g Pasta Madre (rinfrescata due volte, ma utilizzata non al momento ottimale)
425 g Polselli gialla
425 g Polselli blu
140 g Semola
20 g Olio di oliva
20 g Sale
900 g Acqua fredda
Eh vabbè ho pesato 700 grammi e messi in contenitore leggermente oliato.
Messo sigillo, fuori un’ora a ta e via in frigo.
Il giorno dopo hanno impastato la maggior parte delle persone, e lì abbiamo iniziato ad accorgerci che un frigo era poco freddo mentre l’altro moltissimo, perciò impasti troppo avanti da rigenerare e impasti troppo immobili da rianimare.
Il mio era decisamente in stato comatoso!
E lì ho iniziato a sentirmi male, l’ho tirato fuori e letteralmente coccolato per almeno un paio d’ore.
La gente passava e rideva e io coccolavo il pupo!
Alla fine l’ho visto leggermente rianimato, ho fatto una piega sulla spianatoia di acciaio e con le mani ho trasmesso calore e tutto l’ammmmore che potevo, e poi di nuovo nel contenitore.
Ancora un po’ fuori e poi dritto nel frigo freddo.
Ma ero molto scettica temevo tutti questi sbalzi di calore avessero rovinato il mio impasto, e che il lievito naturale ne avrebbe risentito più degli impasti con il ldb.
La mattina della domenica ci siamo andati appuntamento per lo staglio in pigiama con il Focacciaro, la Focacciara e Merina, uno spasso assurdo!
Io alle 6 in camera ho intanto frullato Aperol e Alginato e messo nel frigo in camera.
Ho optato per uno staglio leggero (solo giusto due pieghe e una leggera pirlatura) perché la gara incombeva e non volevo avere problemi in stesura con un panetto troppo nervoso.
Rimesso il panetto nel contenitore ho frullato le arachidi e preparato i condimenti: Asiago fresco DOP a cubetti in un contenitore, nell’altro spicchi di arance bio pelati al vivo e dimezzati, olive verdi di Cerignola giganti tagliate tre volte a metà, Asiago DOP Mezzano (stagionato oltre 120 giorni) tagliato in fette da un paio di mm e poi in triangoli conditi con olio, e in un altro triangoli più allungati di Asiago DOP Stravecchio.
Nel frattempo la gente iniziava ad arrivare in sala da pranzo e io ero ancora in pigiama perciò sono corsa in camera a prepararmi 
Dopo la colazione mi sono appoggiata sui tavoli nella hall e ho preparato le sfere di Aperol che ovviamente non sono venute belle quanto quelle a casa, anche perché non ho rispettato i tempi e le temperature ottimali, e per sicurezza le ho lasciate a bagno nell’acqua.
Mi sono iscritta nel primo gruppo delle pizza perché nel frattempo la sala era caldissima e stava andando avanti un po’ troppo veloce per i miei gusti.
Finchè gli altri hanno iniziato a stendere e cuocere io ho sistemato il tagliere con i cucchiaini e le ciotoline per l’esposizione, quindi ho steso.

La stesura è stata suuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuper delicata, ho messo salamoia acqua e olio, ulteriore spruzzata sui bordi, mozzarella e asiago fresco e via in forno.
Solo che avevo consumato parecchi preziosi minuti per preparare l’esposizione e Giovanni scandiva il tempo che inesorabilmente scorreva via! Quindi gli ultimi 3’ ho tirato fuori la pizza e l’ho messa direttamente sulla pietra per fare il fondo croccantino e dare una botta alla cottura.
Sforna, metti sulla griglia, sbatti il condimento in 30”, sale pepe spolverata di scorza di arancia amara in polvere, palline di arachidi macinate cui ho appoggiato l’asiago stravecchio.


Consegnata a Ettore che ha illustrato le caratteristiche della pizza e i condimenti al pubblico (e alla giuria in cucina che sentiva ma non vedeva di chi erano le pizze che arrivavano) e via in cucina per sottoporsi al severo giudizio dei giudici!
Ho partecipato tranquillissima, assolutamente certa che l’impasto ne avesse passate troppe, e gareggiando fra i primi ho avuto una mattinata in relax e chiacchiere.
Alla fine siamo andati un po’ lunghi e dopo Rita che ha gareggiato per ultima hanno servito il pranzo.
Mangiato con i Focacciari e i loro dolcissimi genitori, Ettore ancora non si vedeva…. Io e Valentina ci guardiamo e diciamo quasi quasi ci scappa la pipì, qui è tutto tranquillo andiamo in bagno (ognuna in camera sua eh ahahahah).
Sono in bagno in camera mi squilla il cellulare, è Rita. “Pronto?” “Chia’, viè giù!”
E io tonta che credevo ancora di aver fatto una delle pizze peggiori mai fatte penso che magari servo per fare qualcosa e mi precipito di sotto; arrivo da Rita che mi fa “sì però Chiara promettimi che non te incazzi” “ma di che parli?” “mah niente niente”
E lì intanto Ettore annuncia l’ottavo posto e io “ah è già all’ottavo! Ma io cosa sono arrivata” e Rita la bugiardona “mah no non sta andando in ordine”
E io penso ma che cavolo sta dicendo? Mah! Ma ancora nessun pensiero di vincita.
Poi annuncia Mimmo quarto e io felicissima per lui e poi chiama fuori me Sir Claudio e Merlino come primi tre.
E io arrivo scuotendo la testa perché non mi pareva possibile.
Merlino annunciato terzo.
Rimaniamo io e Claudio…………. E poi Ettore mi annuncia vincitrice!!!!!!!!!
Inutile commentare la soddisfazione globale!
Ne ho già parlato anche con Claudio, noi siamo i primi criticoni di noi stessi e invece dovremmo imparare ad essere meno inflessibili e rigidi.
Optare per il solo uso della Pasta Madre è stato, diciamolo, un azzardo non da poco, però evidentemente sono stata capace di gestirla al meglio (e diciamolo!!!) e sicuramente anche il sapore ha convinto la giuria.
Per sbaglio me la sono trovata davanti quando usciva dalla cucina e ne ho assggiato un angolino, il sapore era quello che conosco bene 
Il condimento sulla carta potrebbe sembrare azzardato, e invece provare per credere la freschezza e l’esplosione di sapore degli accostamenti al morso sorprende!
Al di là della vincita che mi ha permesso di portare a casa una bellissima coppa e una meravigliosa Sunmix arancione rimane il ricordo di giorni stupendi in mezzo a persone che mi vogliono bene e che per me stanno diventando davvero importanti.
Menzione d’onore alle mie amichette Rita e Dany <3

E un abbraccio a Ettore per tutto l’impegno che ci mette 365 giorni l’anno
Tutto lo Staff è nel mio cuoricino 365 giorni l’anno e tutti i vecchi e nuovi utenti che si sono dimostrati straordinari!
Menzione alle mitologiche nipoti di Rita (con la ziaStefy) che ho finalmente conosciuto dopo averne sentito tanto parlare; menzione particolare per Martina che domenica ha sopportato il frullatore alle 6 del mattino!!!!!!!!!

 

La vincita mi ha permesso di portarmi a casa una splendida impastatrice Sunmix da 6 kg e una coppa che ancora troneggia in salotto! Dovuti ringraziamenti anche agli sponsor per gli splendidi premi in palio

Sfere di Aperol e Spritz destrutturato

Già lo scorso anno avevo fatto le perle di pera, ma stavolta in occasione del Secondo Trofeo Apiter volevo qualcosa di strabiliante!
Per la mia pizza volevo un accompagnamento straordinario, che lasciasse incantato l’occhio e senza parole dopo che al morso ci si aspetta una gelatina e invece un sorso di Aperol invade la bocca e arriva dritto in testa!!!!!!!!!!!!!!!!

La Cucina Molecolare mi piace tanto perche’ ci vuole precisione (come in pasticceria) e le reazioni fra gli alimenti creano delle cosine sfiziose che alle volte rasentano l’incredibile

Come per le gocce di pera ho usato l’Alginato per addensare l’Aperol: si frulla il liquore con la polvere (nella percentuale dell’1%) e si mette in frigo almeno 30 se non 60′.
In uscita va tolta la schiumetta sopra e si può procedere a formare le gocce.

Va preparato un bagno con acqua e sempre l’1% di Calcio Lattato; usando i cucchiaini da servizio ho fatto cadere il composto nell’acqua con il Lattato di Calcio.
Noterete che la goccia tende subito a diventare tonda.

Provando 3/4 volte ho visto che si può lasciarle nella soluzione qualche minuto senza il pericolo che gelatinizzino fino all’interno.

Vanno quindi prelevate e rituffate in un contenitore con acqua per sciacquarle.

Per la gara per ovvie esigenze organizzative sono rimaste un’oretta in acqua e si sono un po’ ‘alleggerite’ di alcool, la sera ne abbiamo preparate delle altre tutti insieme e fatte e consumate queste erano decisamente più forti!

Credo che dovendo prepararle in anticipo per mantenerle belle cariche si possano lasciare in bagno di Aperol direttamente.

Volendo destrutturare lo spritz si possono tuffare nel prosecco, ho provato l’altra sera.

Ora vedo mancava la fettina di arancia!

Pizza mongolfiera

L’altro giorno su Facebook ho visto il video di una ragazza giapponese che prepara e cucina una specie di pizza addirittura in ufficio, infilando dentro una lampadina e gonfiandola con una cannuccia.

Una cosa piuttosto pazzesca, ma perche’ non prendere l’idea della pizza gonfiata?

Cosi’ ho preso la ricetta della pizza tonda romana dal forum de La Confraternita della Pizza e l’ho modificata leggermente nell’idratazione e nel lievito.

Questa la ricetta a 6 ore, con lievito di birra secco e farina Polselli Blu:

  • Acqua 590 g
  • Farina 900 g
  • Olio evo 10 g
  • Sale 17 g
  • Lievito di Birra secco 4 g

Medesima farina, ma Pasta Madre:

  • Acqua 570 g
  • Farina 860 g
  • Olio evo 10 g
  • Sale 17 g
  • Pasta Madre 60 g

Identica lavorazione: incordato nella spirale, poi 3 ore di puntata e altre tre formati a palline di 160 g l’una.

Ho acceso al massimo il forno di casa, funzione pizza, con la refrattaria all’interno; raggiunti i 250°C ho steso gli impasti un po’ a mattarello e poi con lo slap.

Messa la base sulla carta forno, farcita, bagnati i bordi e sovrapposto altro disco infilando una cannuccia; poi ho soffiato fino a fare un pallone e sfilato la cannuccia richiudendo.

Ho spruzzato acqua e olio e in forno 5′.

Le ho preparate con diversi ripieni, e sono certa le rifarò: nel cappello si può mettere l’insalata!!!

la verdura nel cappello 🙂