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Girelle di pizza di Luca Montersino Cruffin Brioches Cremonesi di Giorilli Corona di Pan Brioche farcita ricotta e biete

23 gennaio 2018

Cruffin

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Girelle di pizza di Luca Montersino

Con questo post partecipo alla ‘Riffa d’inverno‘ de La Confraternita della Pizza, percio’ ho fatto la foto con il giornale per dimostrare di aver preparato le pizzette domenica scorsa 🙂

Ricetta tratta dal libro Piccola Pasticceria Salata.

A noi sono piaciute molto perche’ sono gustose e saporite, e rappresentano un modo alternativo di preparare le pizzette, rendendole anche molto piu’ facilmente trasportabili e a mio parere piu’ adatte come merenda fuori casa.

L’originale recita:

  • Farina 00 200 g
  • latte intero fresco 80 g
  • mozzarella fresca tritata 80 g
  • Lievito di birra 8 g
  • Burro consistenza pomata 20 g
  • Zucchero semolato 4 g
  • sale 3 g

Per la finitura:

  • Pomodoro concentrato 80 g
  • Origano
  • Olio extravergine di oliva
  • Io invece:
  • Farina 00 140 g
  • latte intero fresco 80 g
  • provola affumicata tritata 80 g
  • Pasta Madre (l’avevo rinfrescata il giorno prima) 90 g
  • Burro consistenza pomata 20 g
  • Zucchero semolato 4 g
  • sale 3 g

Per la finitura:

  • Pomodoro concentrato doppio 80 g
  • Origano
  • Olio extravergine di oliva

Tenete conto che con queste dosi verra’ una sola teglia.

Ho impastato, poi messo al calduccio, poi dovevamo uscire perciò ho messo in frigo sperando che proseguisse piano piano.

Quando siamo rientrati l’ho trovato bello gonfio e morbido, quindi l’ho steso a mattarello ad uno spessore di 3 mm come indicato nella ricetta, l’ho spalmato di passata, cosparso di origano e arrotolato stretto.

Poi invece di metterlo in frigo (avevo poco tempo) l’ho messo in congelatore per 5′ per tagliarlo da indurito.

Coperti, e messi a lievitare al calduccio.

Una volta raddoppiati ho dato un giro di olio e infornati in forno gia’ caldo a 230° per 7′.

Ragazzi impazziti! Io le trovo divertenti, devo provarle con la mozzarella forse verranno piu’ chiare.

Cruffin

Cruffin e’ la fusione fra le parole Croissant e Muffin, infatti consiste in una specie di impasto da croissant ma arrotolato e cotto nello stampo da muffin.

Ho visto le foto su Pinterest e alla fine ho seguito la ricetta trovata qui ma modificandola per i miei bisogni.

La ricetta originale recitava:

  • farina 400 g
  • latte 150 ml
  • zucchero 70 g
  • 1 uovo
  • olio 20 g
  • acqua 30 ml
  • lievito di birra secco 6 g
  • sale mezzo cucchiaino
  • burro 100-150 g per sfogliare

io invece:

  • farina medio-forte 280 g (io Polselli gialla)
  • latte 60 ml
  • zucchero 70 g
  • 1 uovo
  • olio 20 g
  • acqua 30 ml
  • pasta madre (rinfrescata 2 volte) 180 g
  • sale mezzo cucchiaino
  • burro 100-150 g in pomata per sfogliare
  • gocce di cioccolato e/o mirtilli rossi disidratati per farcire

Ho impastato bene nella planetaria (tranne il burro per sfogliare e le farciture) fino ad incordare, poi ho messo l’impasto in un contenitore chiuso e al caldino a lievitare.

Quando l’ho visto raddoppiato l’ho diviso in 6 parti che ho arrotondato come fossero palline per la pizza e messe al coperto perche’ non seccassero.

Dopo un breve riposo ne ho preso uno e steso molto sottile, inizialmente con la sfogliatrice fino a tacca 7 e poi finito a mano (indicativamente larghezza 18 cm e lunghezza 60 cm), spennellato di un velo sottile ma uniforme di burro, cosparso con la farcitura, poi arrotolato stretto mantenendo la larghezza dall’inizio alla fine.

Ho quindi tagliato per il lungo il rotolo cosi’ ottenuto ottenendo due cruffin per ogni pallina di impasto.

Quindi ogni pezzo va rigirato in un foro da muffin (la teglia va imburrata e infarinata) mantenendo la parte tagliata verso l’alto.

Ecco la teglia appena riempita

E pronta da infornare

Ho cotto nel forno di casa gia’ caldo a 200°C per 20′

Poi siccome mi sono accorta che mi erano venuti diversi fra loro, ho pensato di fare foto comparative che mostrino l’arrotolamento iniziale e il risultato finale.

Non occorre che vi dica quanto sono venuti buoni, vero???

Brioches Cremonesi di Giorilli

Brioches Cremonesi_8

Ma che meraviglia queste brioscine! Le ho regalate anche alla mia amica Maddalena e me ne sta parlando ancora a distanza di un mesetto!

Anzi, meno male che me l’ha ricordato altrimenti non le postavo nemmeno!

I miei figli sono impazziti e devo dire che erano davvero favolose.

La ricetta che ho trovato era con ldb:

  • farina forte 500 g
  • latte 225 g
  • ldb 10 g
  • 1 uovo
  • zucchero semolato 80 g
  • sale 10 g
  • burro morbido 75 g
  • vaniglia

Io invece:

  • farina forte 440 g
  • latte 195 g
  • Pasta Madre 90 g
  • 1 uovo
  • zucchero semolato 80 g
  • sale 10 g
  • burro morbido 75 g
  • vaniglia

Pima di cucinare spennellare con: 1 tuorlo con latte

Per lucidare dopo la cottura: zucchero 50 g, acqua 50 g

Ho impastato bene, messo a lievitare, al raddoppio l’ho sgonfiato e rimesso nella ciotola in frigo per 12 ore.

Ho poi tagliato a freddo tanti pezzi da 60 grammi che ho allungato a salsicciotto e quindi annodato e messo sulle teglie, coperti e a raddoppiare.

Eccoli nelle varie fasi della lievitazione

Brioches Cremonesi_1

Brioches Cremonesi_2

Brioches Cremonesi_3

Poi ho spennellato di latte (a me l’uovo sopra non piace).

Come si nota quello in alto a destra lievitando si e’ snodato, bisogna fare attenzione ad annodare bene.

Brioches Cremonesi_4

Eccoli in forno, crescevano a dismisura

Brioches Cremonesi_5

Eccoli dopo 15′ a 180°C, vanno lucidati ancora caldi con lo sciroppo caldo di acqua e zucchero.

I piu’ scuri erano sul vassoio sopra.

Brioches Cremonesi_6

Brioches Cremonesi_7Brioches Cremonesi_8

Brioches Cremonesi_9

 

Corona di Pan Brioche farcita ricotta e biete

Corona di pasta brioche_5

Ricetta letta su un vecchio numero di Sale e Pepe, ho solo cambiato lievito e farcitura 🙂

Mi piaceva l’idea di fare una torta salata piuttosto coreografica che potrebbe fare bella figura anche sulle tavole delle feste.

La ricetta originale recitava cosi’:

  • farina 00 250g
  • amido di mais 50g
  • 3 uova
  • zucchero 30g
  • lievito di birra fresco 10g
  • burro 125 g
  • sale 5 g
  • acqua tiepida 25g

Io invece:

  • farina 00 275g
  • amido di mais 50g
  • 3 uova
  • zucchero 30g
  • Pasta Madre 120g
  • burro 125 g
  • sale 5 g
  • acqua tiepida 25g

Ho sciolto il lievito nell’acqua, poi aggiunto le farine setacciate con il sale, lo zucchero, un uovo alla volta e il burro a pezzetti.

Una volta ben incordato ho messo in frigo 12 ore (ma prima ho lasciato fuori due orette per far partire la lievitazione).

Il giorno dopo ho preparato un ripieno nel mixer (tutto a occhio ma ho voluto rimanesse piuttosto sodo) con ricotta, biete, sale formaggio noce moscata uova.

Ho steso quindi l’impasto a forma tonda piuttosto sottile (contate di ritagliare 8-10 triangoli che abbiano per base una misura di circa 10 cm e altezza 25 cm).

Corona di pasta brioche

Quindi su un foglio di carta forno ho rigirato i triangoli, sovrapponendo le punte

Corona di pasta brioche_1

Quindi distribuito il ripieno con la sacca

Corona di pasta brioche_2

e rigirato le punte all’interno

Corona di pasta brioche_3

Spennellato di latte e messo a lievitare.

Quindi cotto in forno gia’ caldo a 200°C per 30′, eccolo cotto e la sezione

Corona di pasta brioche_4

Corona di pasta brioche_5

E’ buono, saporito e sofficione! Volendo sovrapponendo di piu’ i triangoli verra’ piu’ ‘chiuso’.

Maritozzini ricetta Montersino

Maritozzini_6

Ricetta trovata sul sito di Alice Cucina, in versione lievito di birra ma che io ho ovviamente convertito per pasta madre.

Sono riusciti meravigliosamente  al primo colpo, avevo ospiti ed erano tutti estasiati!

La ricetta originale:

  • farina W360 375 g
  • Latte fresco intero 60 g
  • Lievito di birra 10 g
  • Uova intere 130 g
  • Zucchero semolato 55 g
  • Miele di acacia 10 g
  • Rum bianco 5 g
  • Limone scorza 0,75 g
  • Vaniglia in bacche 0,75 g
  • Burro 130 g
  • sale 6 g

Io invece:

  • farina W360 300 g
  • Latte fresco intero 60 g
  • Pasta Madre 120 g
  • Uova intere 130 g
  • Zucchero semolato 55 g
  • Miele millefiori 10 g
  • Olio essenziale di limone 10 gocce
  • Vaniglia in bacche 0,75 g
  • Burro 130 g
  • sale 6 g

Ho inizialmente sciolto il lievito nel latte, poi ho aggiunto le uova, lo zucchero, il miele, l’olio essenziale e la vaniglia.

Dopo aver impastato ho aggiunto il burro a pezzetti e incordato bene con la frusta K siliconata.

Come da ricetta ho lasciato lievitare al raddoppio, rotto la rievitazione impastando un po’ e quindi messo in frigo per 3 ore.

Quindi ho porzionato a 60 grammi e messo a lievitare sulle teglie da pasticceria.

Sono partiti a razzo e in pochissimo tempo hanno raddoppiato, li ho quindi cotti in forno gia’ caldo a 180°C 20′ statico e 5′ ventilato per colorarli.

In uscita ancora caldi li ho spennellati con sciroppo caldo di acqua e zucchero.

Montersino invece dice di lucidarli prima di cucinare con uovo e panna in uguale peso.

Mi spiace non ho fatto foto del prima ma solo una volta cotti.

Maritozzini_1

guardate quanto sono grandi nonostante il peso

Maritozzini_2

e come si sono baciati fra loro in cottura

Maritozzini_3

il peso finale dopo la cottura

Maritozzini_4

la sezione

Maritozzini_5

e farcito con panna fresca

Maritozzini_6

La prossima volta li faccio da 30 grammi, un boccone e via!

Baguette Viennoise

Baguette Viennoise_6

Le mie recenti vacanze (raccontate qui) mi hanno lasciato la gran curiosita’ di replicare a casa dei piatti che ci erano piaciuti molto.

Queste baguette (normali, e al cioccolato) accompagnavano le nostre colazioni a Parigi e in particolare per i bambini erano una cosa irrinunciabile!

La soddisfazione massima oggi e’ stato alla domanda “Sono come quelle che mangiavate la’?” ricevere come risposta “No! Sono meglio!!!”

E credetemi, non avrebbero avuto nessun problema  a dirmelo se non fossero stati soddisfatti!

Ho cercato in google immagini quella che mi sembrava piu’ simile a quelle che prendevamo noi, e sono finita qui.

La ricetta recitava:

  • farina 500 g (io ho messo una tipo 1, andra’ bene una 0 non troppo forte)
  • burro 80 g
  • zucchero semolato 80 g
  • liquido (2 uova intere + latte) 300 g
  • sale un pizzico
  • gocce di cioccolato 250 g
  • 2  buste di lievito secco (io ne metterei un quarto e allungherei la lievitazione)

Io ho convertito per la Pasta Madre:

  • farina 380 g (io ho messo una tipo 1)
  • burro 80 g
  • zucchero semolato 80 g
  • liquido (2 uova intere + latte) 240 g
  • sale un pizzico
  • gocce di cioccolato 180 g
  • vaniglia
  • Pasta Madre (la mia era rinfrescata due volte) 180 g

Ho messo i liquidi, la pasta madre a pezzetti, e poi farina e sale, vaniglia, poi lo zucchero e il burro per ultimo.

Ho messo il gancio, ho incordato bene e aggiunto le gocce alla velocitĂ  minima.

Quindi ho messo a lievitare sopra  l’f1 riscaldato qualche minuto 🙂

C’e’ voluto poco tempo, la pm era molto in forma.

Ho quindi diviso in tre, steso della lunghezza della teglia da baguette e allargato con le mani, quindi arrotolato e  posato sulla teglia con la chiusura sotto.

Ho messo sopra la pellicola e messo a riposare.

Quando le ho viste gonfie le ho spennellate con latte e zucchero, quindi infornate in forno gia’ caldo a 180°C per 25′.

Baguette Viennoise_1

Baguette Viennoise_2

Baguette Viennoise_3

Baguette Viennoise_4

Baguette Viennoise_5

Baguette Viennoise_6

 

Tutorial crostata alla marmellata

Tutorial Crostata18

Leggendo di qua e di la’ mi sono resa conto che qualcuno non si ‘azzarda’ a preparare una crostata perche’ pensa sia difficile, piu’ difficile di una torta ad impasto morbido.

In realta’ con qualche accorgimento diventa veramente una passeggiata, spero questo post possa convincere qualcuno!

Innanzitutto prepariamo la frolla, poche le regole:

  • toccare l’impasto meno possibile, meglio farlo in planetaria o se a mano non scaldarlo
  • usare farina 00 da dolci (debole)
  • far riposare in frigo l’impasto prima di stenderlo

Se volete semplificarvi la preparazione meglio utilizzare:

  • tappetino in silicone (io Ikea) oppure piano in marmo o acciaio
  • mattarello di silicone (se non l’avete va bene un rotolo di pellicola per alimenti)

Iniziamo!

Tappetino:

Tutorial Crostata1

Tortiera (che deve essere con i bordi bassi, questa e’ antiaderente se ne avete una di alluminio usate la carta forno bagnata e strizzata oppure stendete direttamente la pasta sulla carta forno)

Tutorial Crostata2

La Pasta frolla dopo il riposo in frigo (preparata con farina 00 500 g, zucchero semolato 200 g, burro 200 g, 2 uova intere, un pizzico di sale).

Io di solito non aggiungo lievito, perche’ tende a far perdere un po’ la forma e perche’ a casa piace di piu’ la frolla croccante della morbida.

Tutorial Crostata3

Piano piano con il mattarello stendete la pasta (eventualmente aiutandovi con poca farina) cercando di mantenere uno spessore uniforme (3-4 mm)

Tutorial Crostata4

Tutorial Crostata6

Aiutandovi con il mattarello spostate la pasta sulla tortiera

Tutorial Crostata8

e con le mani premete bene

Tutorial Crostata9

quindi tagliate gli eccessi con un coltello affilato

Tutorial Crostata10

e abbassate tutto il bordo se risultera’ troppo alto

Tutorial Crostata11

quindi cospargete di marmellata (abbondante!)

Tutorial Crostata12

e con la pasta avanzata create dei salsicciotto, anche questi il piu’ possibile di sezione costante.

Se non ci riuscite, stendete e ritagliate strisce con il tagliapasta

Tutorial Crostata13

quindi disponeteli sulla marmellata

Tutorial Crostata14

fino a creare una griglia regolare

Tutorial Crostata15

e con la forchetta forate il fondo che cosi’ non si gonfiera’

Tutorial Crostata16

per un’estetica migliore fate un po’ di palline (tutte grandi uguali) e disponetele sulla marmellata

Tutorial Crostata17

Tutorial Crostata18

ho cotto nell’f1 ma un forno di casa andra’ perfettamente bene a 160°C per 25 minuti

Tutorial Crostata19

Tutorial Crostata20

Tutorial Crostata21

come vedete il fondo e’ ben cotto, se avete dubbi forate con una forchetta e sentirete se il fondo fa resistenza o se al contrario la forchetta una volta sfilata si porta dietro pezzetti di pasta.

 

Torta di mele ‘American Style’

Torta di mele american style_3

Avevo condiviso qualche giorno fa un video sulla mia pagina Facebook e c’erano tutte queste belle crostate ricoperte, ma parlando e commentando abbiamo convenuto che difficilmente l’impasto usato fosse la classica frolla.

Quindi ho controllato su un paio di libri presi a Londra l’altr’anno e su qualche sito americano: loro usano la cosiddetta ‘pastry dough’ che alla fine e’ la nostra pasta brisee.

Ho percio’ preparato (in planetaria, ma se volete a mano lavorando poco) l’impasto con:

  • farina per dolci 680 g
  • sale 20 g
  • burro 340 g
  • acqua fredda 200 g

aggiungendo l’acqua a filo e alla fine.

Va quindi fatto riposare in frigo.

Ho quindi preso la tortiera, per una riuscita precisa e perfetta ci vorrebbe il modello con il bordo piatto che in Italia non si trova facilmente: io ne ho presa una fac simile da Happy Casa.

Ho quindi steso e rivestito (con carta forno sotto) la tortiera e riempito di un composto di:

  • mele tagliate a barchette e poi a pezzetti (6 o 7 mele)
  • farina 2 cucchiai
  • zucchero di canna 4-5 cucchiai (decidete voi, sapendo che la pasta non è  dolce tutto il  dolce della torta sta nel ripieno)
  • cannella o spezie per panpepato

Torta di mele american style_1

Quindi ho steso un altro disco e rivestito, spennellando prima il bordo con acqua.

Al centro ho tagliato per permettere di sfiatare in cottura, non dimenticatelo!

Poi ho tagliato taaaaaaaaaaaaaaaaaaante formine piccole piccole attaccandole con poca acqua stesa con pennellino.

Torta di mele american style_2

Torta di mele american style_3

Ho spennellato tutto con latte e infornato in forno gia’ caldo a 180°C per 65′.

Prima di estrarre in ogni caso controllate tramite i tagli se le mele all’interno sono morbide.

Torta di mele american style_4

Torta di mele american style_5

Torta di mele american style_6

Ecco la fetta

Torta di mele american style_7

E’ venuta bene, solo il bordo e’ sceso un pochino quando trovero’ la tortiera giusta ci riprovo!

LE NOSTRE VACANZE 2017: Santorini, Parigi, e relativi Pronto Soccorso

“Tesoro, dobbiamo prenotare le vacanze!”

“Ma sei sicuro? E se poi succede qualcosa la settimana prima? E se ci chiamano dall’ospedale? E se dobbiamo andare a fare un controllo urgente?”

“Chiara! Abbiamo avuto un anno difficile e complicato, e ci meritiamo di rilassarci! Fidati di me e prenotiamo, sarà l’estate più bella mai passata tutti e quattro insieme!”

E in quel momento decido di mollare, di non intestardirmi e lasciarmi guidare da Tuorlo (ossia mio marito) che in certi momenti ha quella luciditĂ  che a me ogni tanto manca.

E quindi decidiamo per Santorini a giugno e Parigi ad Agosto.

“Amore è troppo!”

“No Chiara, faremo le cose con testa e andrà tutto bene”

Quindi prenotiamo aereo da Verona con Volotea, destinazione Santorini, alloggio in appartamento nella cittadina di Perissa e trasporto da e per l’aeroporto inclusi nel soggiorno.

“Oh! Leonardo! Guarda cosa c’è!”

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“Sgrunt”

“Ok, ho capito………..”

Che barba sti mariti che non capiscono le nostre esigenze…………

Bellissimo l’alloggio, soprattutto con i bambini puoi decidere secondo me più che in albergo cosa fare durante la giornata, e la piscinetta di fronte casa li ha tenuti impegnati quando era ancora troppo caldo per muoversi.

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Il giorno dopo iniziamo ad organizzarci, ad andare a fare un po’ di spesa, e cominciamo ad assaggiare le delizie locali andando in un panificio che nella settimana di soggiorno avremmo frequentato spesso!

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Quella a sinistra era una “Pita” qualcosa ripiena di feta e quello a destra un delizioso panino all’uva al profumo di cannella.

Mangiando vediamo arrivare un autobus, e al volo saliamo sopra capendo solo che stiamo andando nella capitale; una volta arrivati iniziamo un giro e ci indirizziamo verso la famosa discesa al mare.

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In questa cittĂ  bianca, arroccata sul mare aggrappandosi ad una montagna ingrata e brulla.

Scegliamo le gambe, e non la scorciatoia animale!

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E nel paesaggio giĂ  suggestivo non mancano tocchi di poesia

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Una volta arrivati giù la soddisfazione di esserci riusciti! Soprattutto per i miei figli che hanno 9 e 12 anni! Si sono meritati l’aranciata fresca al bar sul porto!

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E risalita piĂą comoda con la cabinovia!

Tuttavia la camminata era stata impegnativa, e quindi… pranzo!

I miei uomini pita ripiene all’inverosimile (ora che ho assaggiato la vera pita posso cercare di rifarla a casa!) e io feta al forno (mai vista prima la feta cotta!).

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Rientro tranquillo, autobus perfetto, pulitissimo, scendiamo vicino casa e ceniamo tranquilli sul terrazzo del nostro appartamento.

Il giorno dopo la mattina programmiamo la salita per l’antica Thira, uno degli insediamenti archeologici che consigliano di visitare nell’isola; gli scavi sono in cima ad una montagna, dalla nostra abitazione a piedi ci siamo dovuti arrampicare come caprette mentre dal versante opposto una strada arrivava fino all’inizio degli scavi.

Anche qui asinelli, ma noi su a piedi, ed è stata davvero dura in certi momenti!

Guardate che spettacolo si godeva dal sentierino

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Arriviamo in cima e ci accoglie un vento pazzesco! Tanto che il chiosco delle bibite è agganciato alla roccia con i tiranti!!!!!!!!!!!

Visitiamo le rovine belle e suggestive, ma non l’ultimissima parte per un vento che sembra voler tirarti giù dalla montagna  e farti ritornare alla partenza in un unico volo!

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E questi siamo noi! Una volta ridiscesi sani e salvi! Una bella esperienza che unisce la famiglia, darsi aiuto nei momenti difficili in cui perfino uno stambecco avrebbe difficoltĂ  a salire!

E a cena una mega pita non poteva mancare

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Mio figlio piccolo da quando siamo atterrati ci dava il tormento per noleggiare i quad e così per essere più svincolati dagli orari dei mezzi pubblici e poter andare dove volevamo ne abbiamo presi due per due giorni.

Il giorno dopo quindi siamo andati di nuovo nella capitale per visitare i due musei archeologici e passeggiare per la città, un’oretta di viaggio sotto il sole con i potenti mezzi che a stento raggiungono i 45 Km/h.

Purtroppo una volta arrivati mio figlio piccolo ha iniziato a dire che non si sentiva bene, che aveva le gambe deboli e respirava affannosamente; siamo quindi andati nella farmacia che per fortuna avevamo di fronte e il farmacista gentilissimo gli ha misurato la pressione e verificato i battiti, ha telefonato in pediatria all’ospedale e ci ha riferito che gli avevano consigliato di portarglielo.

Un attimo di panico! E molta incertezza su cosa avremmo potuto trovare, e invece l’ospedale era nuovissimo, i medici perfetti, il pediatra gentilissimo.

Fortunatamente ci ha detto che forse era solo un po’ disidratato, di dargli da mangiare e da bere ed eventualmente di riportarglielo per una flebo (istantaneamente Guglielmo si è sentito BENISSIMO!).

Il giorno dopo tutto ok, colazione ricca (peccato non avere avuto un metro per misurare il diametro di questo donut… Tanto che mio figlio l’ha affrontato con coltello e forchetta!)

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Quindi prendiamo i quad e andiamo fino ad Akrotiri a vedere le rovine

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E la spiaggia rossa finchè c’è e non verrà completamente invasa dalla montagna che sta franando.

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Bagno in queste acque splendide e immancabile l’appuntamento per vedere il tramonto!

Il posto più conosciuto e famoso è ad Oia ma era molto lontano e con Guglielmo che non era stato bene non ci siamo fidati, sulla strada del ritorno c’era tanto di cartello che indicava il “Sunset view” e così ci siamo fermati lungo la strada a guardare questo spettacolo meraviglioso.

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L’ultimo giorno pranzo alla “Taverna di Poseidone” ahahaha con una grigliata di pesce spettacolare e la Mussaka! Oddio meno male che l’ho assaggiata solo l’ultimo giorno o sarei tornata a casa con 15 kg in più!

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E i ragazzi spiedino

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In definitiva Santorini è un’isola vivibilissima anche con i bambini al seguito, le persone sono gentili ed accoglienti, i prezzi abbordabili.

Per me ha significato sentirmi sufficientemente coraggiosa per tornare al mare, e credetemi non è stata una scelta da poco, ma alla fine è andata.

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Per ora è un arrivederci, sicuramente non un addio!

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Dopo un mese e mezzo, siamo partiti per Parigi.

Stavolta mio figlio grande era già sotto antibiotici da 5 giorni per la tonsillite, e purtroppo appena atterrati l’ho sentito caldo: passava i 38°.

Ok! Calma, ho con me gli antipiretici!

Primo problema arrivare in città: trenino o taxi? Alla fine abbiamo optato per il taxi visto che la cifra si discostava di pochissimo dal treno e non avendo ancora il polso della città ci siamo fatti portare vicino al nostro alloggio così se Matteo non fosse stato bene non avremmo fatto tanta strada prima di portarlo a riposare.

Siamo stati molto fortunati e vicinissimo casa abbiamo trovato il museo della scienza (con tanto di armadietti per i bagagli!) che per i ragazzi è stata un’esperienza fantastica.

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Non sembra una scena di “Una notte al museo”?

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Appena avuto l’alloggio siamo andati a riposarci per l’alzata all’alba e ancora Matteo era febbricitante.

Piccola uscita serale per conoscere i dintorni e spesa al supermercato.

Scopriamo anche un panificio sotto casa e iniziamo a drogarci di baguette, in varie versioni.

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La notte passata a tenergli bassa la febbre visto che il tentativo di farla sfogare era fallito miseramente e lui stava male, il giorno dopo ci rassegnamo a portarlo in pronto soccorso per verificare che non sia un problema di antibiotico che non sta facendo il suo dovere. Se andate a Parigi e avete la necessitĂ  di far visitare i vostri figli dovrete andare in un ospedale pediatrico, ce ne sono diversi in cittĂ  noi siamo andati nel piĂą vicino al nostro alloggio.

Guardate che ridere la macchinetta del caffè

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Fortunatamente era tutto a posto (dubbie le orecchie, infatti una volta tornati la pediatra gli ha diagnosticato un’otite e via di gocce!) e ci siamo goduti un po’ il quartiere periferico dove eravamo finiti, con i suoi banchetti etnici e l’aria intrisa di spezie orientali.

Erano le 14 passate, e i ristoranti chiusi, siamo andati in un posticino etnico greco/tunisino una libidine insomma!

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Era domenica, musei statali gratuiti, abbiamo optato per il Centre Pompidou

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E lo spettacolo dall’esterno passa nelle sale, e nelle scale mobili nei tubi, fino alle installazioni sul tetto da cui si gode una vista mozzafiato della città!.

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Poi pausa macaron (Matteo è l’unico della famiglia cui piacciono!)

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Il giorno dopo Louvre!

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I miei figli hanno fotografato questa ciotolina d’oro e hanno commentato “questa mancherebbe alla mamma in cucina!”

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E dopo ore a riempirsi mente e cuore di bellezza, un giretto per far sfogare i bambini al parco de Le Tuileries ci sta tutto! E’ a due passi dal Louvre: prati e aiuole perfettamente curati, sedie a disposizione per riposarsi, e un parco dei divertimenti per far divertire i bambini!

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Quindi mi ricordo che a Mosca avevo fatto il tour delle piĂą belle stazioni della metro, e controllo in internet cosa vale la pena andare a vedere a Parigi.

Andiamo alla fermata Palais-Royal Musee du Louvre a vedere il baldacchino di vetri di Murano

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Il giorno dopo passiamo appositamente per la fermata degli Arti e Mestieri, agghindata come il Nautilus di Verne; devo dire che ci è piaciuta moltissimo!

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Optiamo quindi per il Musee d’Orsay, splendido museo ricavato da un’ex stazione ferroviaria ma c’era una fila tremenda oltretutto sotto una pioggia a tratti insistente, quindi quasi senza accorgercene siamo entrati già in tarda mattinata, pensando che avremmo eventualmente mangiato nella caffetteria.

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Ahi ahi ahi non fate il nostro stesso errore!

Il ristorante all’ultimo piano era lussuosissimo, e i prezzi di conseguenza.

La caffetteria poco sotto splendida, ma fila di gente e offerta praticamente solo di dolci.

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Fra i morsi della fame visitiamo le splendide sale e arriviamo fino all’orologio e i suoi chiaroscuri

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Cezanne, Degas, Van Gogh……. Le sale scorrono ma i bambini iniziano a protestare e devo dire che hanno pure ragione! Pranzo alle 15 passate…….

Bye bye museo, le foto non ti rendono giustizia.

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Pomeriggio ci indirizziamo verso il centro e giriamo un po’ a zonzo per la città, viste tante cose nei negozi ma non ho preso nulla! Una formina da biscotto della Torre Eiffel costava 7 euro e ho addirittura visto una confezione di cereali di Willy Wonka che ne costavano 14!!!!!!!!!!!!!!!!!

Il giorno dopo concediamo colazione in pasticceria

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E poi ci avviamo verso la Torre Eiffel

Hisilicon Balong

Anche qui file interminabili, e accessi ristretti e recintati per questioni di sicurezza.

La visita ovviamente vale la pena, e salendo a piedi il costo è contenuto.

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Da lì con una passeggiata si arriva sulla Senna e a Notre Dame

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Pranzo per la strada, abbiamo trovato ennesimo mercatino etnico… ma quanto ci sono piaciuti!

Scusate foto sfuocata ma rende!

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Poi siamo tornati zona Tuileries per andare al museo de l’Orangerie e godere delle ninfee di Monet (e riposarsi guardando il bellissimo documentario dedicato!).

Pomeriggio giretto nel quartiere ebraico con ristoranti dall’insegna piuttosto esplicita ahahah

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Cena nel ristorante libanese J

Il giorno dopo andiamo a Mont Martre, iniziamo con l’ascensore in manutenzione alla metro

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Quindi per salire prendiamo la cabinovia (con lo stesso biglietto della  metro).

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Devo dire che, complice anche un bravo suonatore di arpa, qui si respira veramente un’aria parigina!

Ma ora scendiamo verso l’altro versante

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E buttiamoci dentro il quartiere che mi ha dato l’impressione di essere un misto fra turistico-parigino-etnico.

Guardate in una pasticceria c’era la riproduzione di Notre Dame in cioccolato!

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E per strada pranzo dentro un supermercato, ebbene sì; cucinavano loro pollo e patate e li confezionavano, dando in uso tavoli e sedie.

Non so se fosse la fame, la stanchezza o cos’altro, ma mi è parso il pollo più buono che abbia mai mangiato!

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Pomeriggio giretto in centro nelle gallerie dei negozi chic! Ma giusto per guardare due vetrine e bere un caffè da Starbucks

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Ultimo giorno, colazione in pasticceria

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(con ovvia richiesta di replica a casa) e la ciliegina sulla torta!

Andiamo a Belleville, sulle orme della famiglia Malaussene!

E’ un quartiere periferico, a occhio simile a quello dove era l’ospedale pediatrico, e di sabato troviamo il mercato: mazzi di menta, pesce fresco, frutti tropicali e verdure per preparare quei bei piatti etnici che ci piacciono tanto.

Capisco che l’etmosfera abbia ispirato Pennac, è pieno di negozi mediorientali che vendono spezie, datteri…..

Visito quasi religiosamente la fermata della metropolitana dove Benjamin Malaussene va tutte le mattine per andare alle Edizioni del Taglione a lavorare.

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Per pranzo prendiamo dei panini un po’ misteriosi, spiegandoci in qualche modo con il panettiere mediorientale, e prendiamo delle cose BUONISSIME!!!!!!!!! Peccato non ricordare i nomi (se qualcuno li riconosce e me li dice avrà la mia eterna gratitudine!).

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Ma dove li mangiamo? Al parco!

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Che supera di molto le nostre aspettative! Un parco rigoglioso di piante e ricco di uccellini e farfalle, che nasconde una sorta di “giostra” davvero incredibile.

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Una vacanza che spero rimanga nel cuore dei miei figli, il più piccolo una sera si è messo a tavolino e ha disegnato la SUA Torre Eiffel <3

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Arrivederci Parigi, non mi mancherà il caffè solubile che bevevo la mattina 🙂

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Biscotti con Ammoniaca (e Lecitina di Soia)

Biscotti con Ammoniaca_1

Avevo gia’ fatto la ricetta originale delle Simili eccola qua, pero’ stavolta ho dovuto modificarla pesantemente perche’ mi sono trovata senza abbastanza uova!

Inoltre avevo comprato le  buste di Bicarbonato di Ammonio ed erano da 25 grammi, quindi volendole usare intere ho modificato tutti gli altri ingredienti e ho ottenuto un vassoio gigante di biscotti che un po’ ho regalato, ma che comunque si manterranno buoni e fragranti per molto tempo.

Ecco dunque cosa ho usato per un vassoio gigante di biscotti (3 teglie e mezzo di quelle piatte dell’Ikea, per intenderci).

  • farina 00 per dolci 833 g
  • zucchero semolato 250 g
  • uova intere 2
  • acqua tiepida 200 g + 2 cucchiai di Lecitina di Soia ben sciolti dentro
  • Ammonio Bicarbonato (Ammoniaca per dolci) 25 g sciolto in 5 cucchiai di latte tiepido
  • Burro 166 g
  • sale due pizzichi
  • Cioccolato fondente in scaglie 100 g

Per spennellare prima della cottura:

  • albume
  • e cospargere di poco zucchero (io ho messo quello di canna)

Semplicemente ho impastato a mano, risulta un impasto duretto.

Va quindi steso sottile (3 mm) e contate che crescono enormemente in cottura, tenetene conto quando li mettete sulle teglie.

Vanno cotti in forno gia’ caldo a 180° per 20′.

Io li ho cotti nell’f1 per 20′ platea 180°C e cielo 150°C sempre acceso.

Mi raccomando NON RESPIRATE direttamente l’ammoniaca, e arieggiate bene finche’ cucinate.

Fidatevi, una volta freddi non avranno nemmeno l’ombra dell’odore terribile dell’ammoniaca!